Buon Anno a tutti!

Salve a tutti!
Dopo gli Auguri di Natale, non possono mancare gli Auguri per un felice 2012! 
Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti voi per avermi seguita in questi primi 10 mesi del blog, iniziato per caso in un giorno qualsiasi della mia quotidianità. Grazie per aver reso possibile questo mio piccolo angolo di  felicità, di sfogo e di pazzie, perchè siete voi, con i vostri piccoli e grandi commenti, con le vostre visite, a rendere vivo questo spazio virtuale ma vero. Dunque, Auguri a tutti! Spero che il nuovo anno, a differenza di quanto si dice in giro, possa portarvi felicità insperate, ma soprattutto spero che vediate i vostri sogni realizzarsi, perchè sono proprio loro, i sogni, a farci sentire vivi nei momenti di sconforto. 
Un grande abbraccio a tutti voi!
Mirial.

Mondo di Cristallo # 7: il Crisoprasio

Benvenuti!
Spero che nonostante questo sia un periodo di feste potrete apprezzare comunque questo appuntamento che ci accompagna ormai da ben sette settimane! 
Fino ad ora ho dedicato i post ai cristalli che possedevo già, uno di questi è anche il Crisoprasio, di cui ho intenzione di parlarvi oggi. 
CURIOSITA’ E LEGGENDE:

Il Crisoprasio fa parte della famiglia dei quarzi e il suo colore può variare dal verde mela intenso al verde acqua, ma anche al bianco e al grigio con variazioni in azzurro. Se questo minerale viene lasciato al sole per troppo tempo il suo colore sbiadisce, ma il processo è reversibile: basta tenerlo in un ambiemente umido e ombroso per un po’ e il colore originario riaffiorerà. A causa di questo curioso fenomeno, un tempo inspiegabile, veniva attribuito a questa pietra il potere di rendere invisibile chi lo portasse con sè. Cristallo noto sin dall’antichità, veniva usato per decorare edifici e oggetti per la casa. Si tramanda che fosse la pietra portafortuna di Alessandro Magno. Nell’antica Roma era la pietra consacrata a Vesta, la dea delle virtù, ma anche alla dea Venere, divenendo il simbolo del divino amore per la verità. Essendo associata a quest’ultima divinità, si credeva che potesse rafforzare l’amore; se un uomo avesse regalato alla donna amata un anello con incastonato un Crisoprasio, ella si sarebbe innamorata perdutamente di lui. Nell’Apocalisse Biblica è scritto che la decima delle dodici fondamenta della Gerusalemme Celeste era di Crisoprasio.
PROPRIETA‘:
Si usa per vincere la paura, le ossessioni, gli incubi notturni, le dipendenze, la sfiducia e il senso di inferiorità. Modera le emozioni, consigliato per vincere l’egocentrismo, è la pietra della sincerità. Infonde calma interiore, aumenta la concentrazione, stimola l’immaginazione facendo emergere i talenti nascosti e aiuta ad affrontare la vita con creatività e fantasia. Permette di entrare in comunicazione con il proprio essere e con la natura e promuove lo sviluppo della pazienza. Ha benefici effetti sulla fertilità sessuale. Allevia sentimenti quali l’invidia e l’avidità. Tenuta sotto il cuscino allontana gli incubi, soprattutto quelli ricorrenti, e aiuta a ricordare i sogni. Se abbinata all’Acquamarina, vince le allergie. Ha una potente azione di purificazione a livello psicologico, permettendo così di liberarsi da schemi di pensiero negativi. 

PURIFICAZIONE:
Può essere scaricato ai raggi lunari o sotto il flusso dell’acqua corrente. Non va lasciato alla luce del sole, poichè come già detto sopra scolorirebbe.

Fonti:

http://www.albedimare.org/gemme/gemmist/GM_C.html


http://www.cure-naturali.it/crisoprasio/2473


http://www.mariagraziacella.com/pietre.htm

Auguri di Buon Natale a tutti!

Buon pomeriggio, miei followers!
Arrivano un po’ in ritardo, ma… meglio tardi che mai, no?

Tantissimi auguri di un felice Natale a tutti voi!

Questo per me è stato un Natale molto tranquillo e molto diverso da tutti quelli trascorsi fino ad oggi… sarà perchè ho lavorato fino a ieri, sarà perchè il vero freddo non è ancora arrivato e dunque l’atmosfera natalizia è mancata, sarà perchè ò’ho festeggiato solo con pochi intimi della famiglia… 
Ad ogni modo è stata comunque una festa felice, ed è questo che conta!
Ho ricevuto un po’ di regali, alcuni inaspettati, ma comunque molto graditi. 
Spero che sia stato un Natale felice anche per tutti voi che mi seguite… ancora tanti auguri, a presto
Mirial.

Mondo di Cristallo # 6: l’Ametista

 

Bentornati! Siamo giunti già al sesto appuntamento di questa rubrica…
Questo venerdì vorrei parlarvi di una pietra molto importante nella cristalloterapia, e cioè l’Ametista.
 
STORIA E CURIOSITA’:
 Il nome di questa pietra deriva dal greco “amethystos”, che significa “non ebbro”. Il motivo di questo nome insolito deriva dal fatto che si attribuiva a questa pietra il potere di far rimanere sobria la persona che lo portava con sè, pertanto veniva molto utilizzata nelle feste dedicate al dio Bacco. Nella mitologia, Ametista era una ninfa amata dallo stesso Bacco che, per sfuggirgli, fu trasformata da Artemide in una pietra color del vino.
Durante il Medioevo l’ametista diviene più costosa del diamante e veniva utilizzata dall’alto clero e dalla nobiltà; sono un esempio gli anelli dei cardinali, dei re, dei duchi, che indossavano questa pietra come simbolo del potere assoluto. Sempre nel Medioevo si credeva che l’Ametista portasse felicità coniugale; per questo motivo durante i matrimoni tra due persone di alto ceto sociale, gli sposi usavano baciare l’anello di Ametista del vescovo che officiava la cerimonia. Le madri donavano queste pietre ai figli che partivano per la guerra come protezione. Quando nasceva un bambino gli si donava un’ametista per dare forza al suo Angelo Custode e proteggerlo dalle malattie e dal malocchio.
L’Ametista era il talismano preferito dagli antichi Sumeri; molti sono stati i ritrovamenti di questa pietra negli scavi archeologici. Secondo la Kabbalah ebraica questa pietra rappresentava la base, l’unica, sulla quale si poteva scrivere il nome di Dio. Plinio il Vecchio sosteneva che questa pietra proteggesse dai veleni, dalle tempeste e dalle invasioni delle cavallette.
Recentemente, i connotati associati a questo cristallo sono diventati negativi; c’è un detto che assicura: “Ametista, vita trista!”. Con ogni probabilità questo è dovuto al fatto che nel teatro il colore viola porta sfortuna. Come vedremo tra poco, questo detto è facilmente sfatabile, visto e considerato il grande potere benevolo di questa pietra.
 
PROPRIETA’:
E’ un cristallo fondamentale nel processo di elevazione spirituale. Rende lucidi e razionali, protegge dagli inganni e dalla cattiveria altrui, favorisce la chiaroveggenza, le percezioni extrasensoriali e la capacità di fare sogni premonitori, allontanando gli incubi. Simboleggia l’umiltà, allontana l’egocentrismo, offre pace interiore e consola dalle sofferenze, tant’è che nell’antichità veniva regalata un’Ametista a chi aveva perso un proprio caro. Elimina le inquietudini e stimola la fiducia in se stessi. Quando l’ametista si rompe è perchè ha attirato su di sè qualcosa di terribile che avrebbe dovuto colpirci. Disperde lo scetticismo, la freddezza e l’indifferenza, mentre risveglia la pazienza e fa acquisire a chi la possiede un carattere sereno e fiducioso. Emette vibrazioni positive, messaggi, insegnamenti e avvisi di prudenza con grande chiarezza. Aiuta ad ascoltare la propria voce interiore. Normalmente, chi la porta è solito sviluppare un grande amore verso di essa; può accadere spesso che il suo possessore stia per dimenticarsela nell’uscire di casa e si senta chiamare attraverso l’intuizione, ricordandosi di prenderla con sè. Essa è infatti la ppietra dei ‘buoni consigli’, poichè protegge dagli incidenti e dalle malattie e avvisa il suo proprietario sulle persone che possono fargli del male.
A seconda delle persone, può incrementare le capacità psichiche ed essere usata per le regressioni nelle vite passate. Può essere usata per superare fasi di crisi depressiva e per facilitare la guarigione di ferite emotive profonde. 
Una drusa di ametista irradia una potente azione purificatrice sia in un ambiente che sull’aura di coloro che lo frequentano.
 
PURIFICAZIONE:
L’Ametista può essere scaricata sotto l’acqua corrente o sotto i raggi della luna piena. Ai raggi del sole potrebbe scolorirsi. Un geode di Ametista può purificare a sua volta gli altri cristalli con cui viene a contatto, basta porvi sopra la pietra che si vuole purificare.
 
 
Fonti:

http://www.viviamoinpositivo.org/salute/cristallo/viola.htm

http://lepietredimagda.wordpress.com/2009/04/05/ametista-storia-magia-leggenda-e-orecchini-bislunghi/

– http://www.aquavita.it/page118/page118.html

– “La Wicca – manuale della strega buona”, Laura Rangoni, ed. Xenia tascabili

http://www.reiki.info/Energie/Cristalli/Quarzo-Ametista.htm

Il Solstizio d’Inverno e la festa di Yule

Benvenuti, miei cari follower! 
Quest’oggi è il 21 dicembre, giorno in cui cade il Solstizio d’Inverno. Ne approfitto dunque per dedicare un post a questa giornata particolare e per “svelarvi” qualche curiosità su questo giorno dell’anno, che i celti festeggiavano sotto il nome di Yule e che in molti ancora festeggiano.

Le origini di Yule sono molto antiche e risalgono alle celebrazioni degli antichi egizi, che duravano 12 giorni e in cui si festeggiava la rinascita del dio Horus.Le fronde degli alberi venivano decorate a simboleggiare la crescita spirituale. Questa festa si diffuse dall’Egitto alla Mesopotamia, poi in Persia e in Grecia per arrivare sino a Roma e in tutta Europa. Si celebravano dei riti per festeggiare la rinascita del Sole e si accendevano dei falò a simboleggiarne la ripresa.
La notte del 21 dicembre infatti è quella più lunga dell’anno, ma dal giorno seguente la luce rinascerà e le notti diverranno sempre più brevi.
L’etimologia della parola Yule non è chiara. Potrebbe derivare dal norreno Hjòl, che significa “ruota”, con riferimento al fatto che nel Solstizio d’inverno la ruota dell’anno si trova al suo estremo inferiore e inizia a risalire. I linguisti suggeriscono invece che il nome di questa festività sia stato ereditato dalle lingue germaniche. Nei linguaggi scandinavi, il termine Jul ha lo stesso significato di “Natale” e viene talvolta usato anche per identificare altre festività di dicembre. 
A questo proposito, siamo abituati a considerare il 25 dicembre come il giorno della nascita di Gesù, ma in realtà è ormai risaputo che questa data fu scelta dal pontefice Giulio I (337-352 d.C) per sovrapporre una festività cristiana ad una festa pagana tra le più celebrate del mondo antico, e cioè la festa del Solstizio d’inverno. Il Natale è la versione cristiana della rinascita del Sole ed è quindi legato alle religioni degli antichi Druidi e Romani. 
I Celti durante questa festa si raccontavano diversi miti, come quello della battaglia fra il Re Agrifoglio, che rappresenta l’anno appena trascorso, e il Re Quercia, l’anno che verrà. Ad uscire vincitore sarà proprio quest’ultimo; il Vecchio Sole cede il posto al Sole Bambino, che rinasce dal grembo della Madre Terra. Il Cristianesimo ha mantenuto alcune tradizioni e alcuni simboli dell’antica festa pagana, come le decorazioni con il vischio e l’agrifoglio, ma anche l’abete, albero sempreverde che rappresenta la continuità della vita anche con la rigidità dell’inverno, e la ghirlanda, simbolo della ruota dell’anno.
Un’antica usanza, pervenuta sino ai giorni nostri, era quella di ardere un grosso ceppo nel camino di ogni abitazione. La tradizione voleva che ad accenderlo fosse o il membro più giovane o quello più anziano della famiglia; un pezzo del ceppo veniva conservato fino all’anno successivo per accendere il nuovo ceppo, a simboleggiare il grande cerchio della vita. 
Oggi Yule si festeggia nella religione Wicca: si accendono fuochi e candele per dare il benvenuto alla luce e si festeggia fino a tarda notte per vedere l’alba. Il Sole che sorge è la speranza nella rinascita dopo la morte, la reincarnazione.Si lasciano andare via le paure, i dubbi, le vecchie idee e i progetti finiti; il passato si lascia alle spalle e si inizia a guardare verso il futuro.

Buon Yule a tutti!

Fonti:

http://forum.premashanti.org/t140-il-solstizio-d-inverno-yule

http://www.genitori-icdo.org/spip.php?article331

http://guide.supereva.it/letteratura_fantasy_e_fantascienza/interventi/2005/12/236178.shtml

http://it.wikipedia.org/wiki/Yule

Teaser Tuesday # 12: "Hyperversum" di Cecilia Randall

Buongiorno!
Eccoci arrivati al dodicesimo appuntamento con la rubrica Teaser Tuesday dedicata agli estratti dei libri!
Prima di presentarvi il Teaser di oggi, ricordo a chi ancora non li sapesse gli ingredienti di questa rubrica:
 
– il libro che stai leggendo
– una pagina aperta a caso
– copiane un pezzo evitando accuratamente gli spoiler
– rivelare autore e titolo del libro

 

Il libro dal quale ho estratto il Teaser di oggi è “Hyperversum” di Cecilia Randall:

Ian si fermò aggrappandosi al tronco di un albero nero. Ormai non ce la faceva davvero più a proseguire. Era senza fiato, aveva freddo e si sentiva debolissimo. Sulla schiena, la camicia era bagnata di sangue e sudore.

Davanti a lui, tra gli alberi fitti, il giovane intravide lo scintillio del fiume.
“Allons! Vite!” (= Andiamo!Presto!) lo esortò la ragazza francese. “Non ppossiamo fermarci proprio adesso!”
Ian non le rispose e si lasciò condurre per mano per gli ultimi metri, fino al limitare degli alberi. Barcollava stordito, senza più forze.
“Ecco il pontile!” sussurrò la ragazza, indicando davanti a sè, e si fermò con cautela prima di procedere allo scoperto. Le barche dondolavano pigramente nell’acqua. La baracca del guardiano era spalancata e buia. La porta sembrava sfondata dall’interno. Intorno non si vedevano uomini o animali. 
“Il guardiano non c’è, strano” sussurrò la ragazza, messa in allarme.
“Forse è stato attirato dal casino che abbiamo fatto al villaggio” commentò Ian, laconico.
Lei si voltò a guardarlo perplessa e Ian intuì che non aveva capito il significato di tutte le parole inglesi che lui aveva pronunciato. “Non restiamo ad aspettare che torni” le disse per incitarla a proseguire.
“La ragazza annuì e corse verso il molo. Ian dovette attendere prima di seguirla. Le gambe non lo reggevano più e il giovane temette persino di cadere lì, senza riuscire a percorrere quei pochi, ultimi metri. Rimase appoggiato a un tronco, nel buio.
Devo farcela, dannazione! si disse, stringendo i denti.
Qualcosa si mosse nell’oscurità e attirò la sua attenzione. Ian aguzzò la vista e notò un cavallo senza cavaliere, fermo tra alcuni alberi poco lontani. Sentì un brivido, quando vide la sagoma scura di un uomo sbucare da dietro la baracca del custode per sorprendere la ragazza sul pontile. 
“Ti ho preso, ladra di barche!” esclamò l’uomo in francese, fermandosi dietro alla ragazza china su una barca per scioglierne i nodi. La ragazza sussultò con uno strillo, ma non riuscì a risollevarsi per mettersi in salvo. L’uomo la colpì con un calcio violento nel fianco, che la gettò giù dal pontile.
“Adesso vengo a prenderti, mi diverto con te, poi ti affogo e ti spedisco all’inferno!” minacciò, brandendo una mazza di ferro verso l’acqua dov’era caduta la ragazza.
Si girò per ripercorrere il pontile verso la riva, ma si trovò faccia a faccia con Ian. 
“Vacci prima tu!” gli ringhiò il giovane e colpì con tutta la forza che aveva. Tenne la spada con entrambe le mani, ma girata di piatto, come se fosse una mazza da baseball più che una lama, e centrò l’uomo alla tempia. 
Il guardiano cadde svenuto e ferito, senza un gemito. Ian cadde son lui, sbilanciato dal movimento violento. Con la forza della disperazione il giovane si risollevò sui gomiti e strisciò fino all’orlo del pontile per guardare giù. 
La francese era lì sotto e si aggrappava a una barca, cercando di resistere alla corrente. 
“… non so nuotare!” gemette terrorizzata e allo stremo, vedendo l’americano affacciarsi sul pontile. “Aiutatemi!”
“… tieni duro…” ansimò Ian.
Gettò la spada nella barca e vi si trascinò dentro a sua volta. Senza sapere come, riuscì a sporgersi oltre il bordo e afferrò il braccio della ragazza, poi con uno sforzo che sembrò lacerargli tutti i muscoli del dorso issò la francese nell’imbarcazione. 
(pagg. 104-105)

Il mio primo tentativo di olio su tela: "La Ragazza con l’orecchino di perla" di Vermeer

Buonasera a tutti!
Dato che mi sono accorta di non aver più pubblicato post sotto l’etichetta “I miei attacchi d’arte”, ho deciso di proporvi un quadretto di mia realizzazione…
Si tratta della copia del celebre quadro di Johannes Vermeer, e cioè “La ragazza con l’orecchino di perla“, opera dalla quale sono stati tratti un libro e un film.
Vi presento, dunque, l’opera dipinta di mia mano:

Era il mio primo approccio con la tela e con i colori ad olio, l’ho terminato a marzo. Non è venuto esattamente come avrebbe dovuto, ma tutto sommato non mi posso lamentare del risultato.
L’ho realizzato su una tela di cotone preparata industrialmente di dimensioni 30×40. 
Già che ci sono, vi fornisco due notizie riguardo il dipinto. 
L’opera fu realizzata tra il 1665 e il 1666. Sembra sia stato lo stesso Vermeer a chiedere alla modella di voltare il capo più volte e lentamente durante la posa, tenendo socchiuse le labbra per produrre l’effetto voluto, e cioè quello di una ragazza dall’espressione estatica, languida ed ammaliante. L’orecchino di perla che la modella indossa cattura tutta l’attenzione dello spettatore; sebbene la ragazza sembri essere di condizione sociale modesta, tale monile era all’epoca prerogativa delle dame aristocratiche dell’alta borghesia. La perla è disegnata utilizzando solo due pennellate a forma di goccia separate l’una dall’altra, è l’occhio umano che ha l’illusione di vedere la perla intera.

Per quanto riguarda il libro, ha il medesimo titolo del dipinto ed è stato scritto da Tracy Chevalier. Dal romanzo è stato tratto anche il film, che ha come attrice protagonista Scarlett Johansson, eccovi la locandina:

Spero che l’insolito post sia stato di vostro gradimento, a presto!
Mirial