Fiabe dal Mondo # 3: Danimarca

Buona domenica a tutti, e bentornati sul blog per il nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle fiabe provenienti da tutto il mondo!
Menestrello è stato in Danimarca, come avrete notato dal titolo del post, e dunque questa settimana ha scelto per voi una fiaba del posto, scritta nientepopodimeno che da… Hans Christian Andarsen! Siete curiosi? Be’, io lascio a lui la parola, questo è il suo spazio, guai a me se mi intrometto nelle cose di sua competenza!

Buongiorno, Dame e Cavalieri che vi trovate in queste contrade incantate. Questa storia potrà esservi nota, ma spero di dilettarvi lo stesso e di non tediarvi troppo. Oggi vi racconto le avventure di una giovane dama, Elisa è il suo nome, e di undici cigni. La fiaba che sto per narrarvi parla d’amore sì, ma di un amore diverso da quello che trovate nei romanzi. Parla altresì di tremendi sortilegi e di incredibili sofferenze, ma chissà… forse un lieto fine ci potrà essere, che dite?

 
In un paese molto lontano, dov’è Primavera quando da noi è pieno Inverno, viveva un re. Egli aveva ben undici figli ed una figlia; quest’ultima si chiamava Elisa. Lei ed i suoi numerosi fratelli, essendo di nobili origini, conducevano una vita felice e serena, disponendo di tutte le comodità che possiate immaginare. Tuttavia, la loro felicità era destinata a durare per poco: la loro madre morì, lasciando il re vedovo. Dopo qualche tempo egli si risposo, ma ahimè, la sua sposa era, a sua insaputa, una strega e come se non bastasse odiava i figli del suo nuovo marito. La settimana successiva allo sfarzoso matrimonio, la crudele matrigna allontanò Elisa dal castello, trasferendola da alcuni contadini, e trasformò i suoi undici fratelli in cigni. «Volatevene via per il mondo e arrangiatevi da soli!» disse loro con crudeltà.
Gli undici cigni volarono via, finendo ai confini di una grande foresta.
Passarono i giorni ed Elisa divenne una splendida e bravissima ragazza; quando raggiunse il suo quindicesimo compleanno venne chiesto lei di ritornare al castello, ma non appena la matrigna vide la sua radiosa bellezza si sentì pervadere dall’invidia e dall’odio. Pensò di trasformare anche lei in un cigno, ma a salvare le sorti di Elisa fu il re: egli desiderava tanto riabbracciare la figlia, così la perfida matrigna non osò mettere in pratica il suo terribile piano. La malvagità però non ha mai limite: ella, accecata dall’odio, escogitò una magia ben più meschina di quella che aveva pensato in precedenza. Si recò nel lussuoso bagno reale, lì prese tre rospi, li baciò e disse al primo: «Mettiti sulla testa di Elisa quando entrerà nella vasca da bagno e rendila indolente come te! Tu invece devi saltarle in fronte» disse al secondo rospo «così che diventi orribile come te e suo padre non la riconosca! E in quanto a te, devi metterti sul suo cuore» sussurrò al terzo animale «e renderla tanto malvagia che ne soffra lei stessa!». Fece scivolare i tre rospi nell’acqua limpida, poi chiamò Elisa, la svestì e la fece entrare nella vasca da bagno. Mentre lei si immergeva, i tre rospi saltarono uno sul suo capo, uno sulla fronte e l’ultimo sul cuore, ma Elisa sembrò non accorgersene neppure. Quando si rialzò, galleggiavano nell’acqua tre papaveri rossi; se gli animali non fossero stati velenosi e baciati dalla strega, si sarebbero trasformati in rose rosse, ma divennero comunque fiori soltanto perché avevano riposato sul suo capo e sul suo cuore: Elisa era così pura e innocente che i sortilegi non avevano alcun effetto su di lei. Allora la matrigna spalmò la ragazza con succo di noci, per scurirle la pelle; poi le unse il viso con un unguento puzzolente e le arruffò i capelli: ora era assolutamente impossibile riconoscere le bella Elisa. Infatti suo padre, vedendola, inorridì e dichiarò che quella non poteva essere sua figlia. 
La povera Elisa cominciò a piangere pensando ai suoi undici fratelli: chissà dov’erano finiti… Malinconica, uscì dal castello e camminò per tutto il giorno per campi e paludi finché giunse in un grande bosco. Non sapeva dove si trovava, ma era molto triste e provava una grande nostalgia dei fratelli, che sicuramente erano stati cacciati via dal castello come lei, e decise che li avrebbe ritrovati a tutti i costi.
Era giunta da poco tempo nel bosco quando sopraggiunse la notte. Si sistemò su un tronco d’albero e li si addormentò. Quando si svegliò, il sole era già alto nel cielo. Sentiva il gorgoglio dell’acqua, perché c’erano diverse sorgenti che sfociavano in un laghetto non lontano da dove si trovava lei. L’acqua era limpida e non appena Elisa vide riflesso il proprio volto si spaventò, tanto era nera e brutta, ma non appena si toccò gli occhi e la fronte con la mano bagnata, subito la pelle chiara ricomparve. Allora si tolse i vestiti e si immerse nell’acqua fresca, riacquistando nuotata dopo nuotata tutta la sua bellezza. Non appena si fu ripulita, Elisa si rivestì e si rimise in cammino, fermandosi solo per mangiare qualche frutto selvatico o per rimirare le bellezze delle natura. Mentre camminava fra gli alberi incontrò una vecchina che diceva di dover portare delle bacche selvatiche al castello. La gentile signora ne offrì alcune ad Elisa, che le accettò di buon grado e ne approfittò per chiedere alla donna se per caso avesse visto undici principi cavalcare per il bosco. «No» rispose la vecchia «ma ieri ho visto undici cigni con una corona in testa, che nuotavano nel fiume che passa qui vicino!» detto ciò condusse Elisa verso un pendio in fondo al quale scorreva un fiume. Salutò dunque la vecchina e s’incamminò lungo il fiume, finché questo non sfociò nella spiaggia aperta. Mentre il sole tramontava Elisa vide undici cigni bianchi con le corone d’oro in testa volare verso la riva. I cigni si posarono vicino a lei e sbatterono le loro grandi ali bianche: non appena il sole scomparve nel mare, i cigni persero il loro manto di piume e apparvero undici bellissimi principi, i fratelli di Elisa! Benché fossero cambiati molto, Elisa capì aubito che erano i suoi fratelli; li chiamò per nome e anche loro la riconobbero all’istante. Il più grande di loro spiegò ad Elisa che di giorno vivevano come cigni, ma non appena il sole tramontava riassumevano le loro vere sembianze, ovunque si trovassero. Rivelarono a Elisa di potersi trattenere solo due giorni nella loro terra natale, poi sarebbero stati costretti a volare al di là del mare, dove li attendeva un altro paese. A loro era concesso tornare nella loro patria solo due volte l’anno e non sapevano come potersi portare dietro Elisa, visto che sulla spiaggia non c’erano nè barche nè zattere su cui poterla trasportare. 
Alla fine, costruirono una rete con le fronde di un salice: Elisa si sarebbe sdraiata su di essa e i suoi fratelli l’avrebbero trasportata per tutta la durata del viaggio. Così fecero e due giorni dopo si ritrovarono in una terra splendida. La prima notte dal suo arrivo, Elisa riposò in una stanza tutta per lei scavata nella grotta dove vivevano i suoi fratelli e sognò la vecchina che aveva incontrato nel bosco qualche giorno prima. Ella le diceva nel sogno: «I tuoi fratelli possono essere salvati, ma per riuscire nel tuo intento dovrai patire un supplizio. Vedi questa ortica che ho in mano? di queste ne crescono tante poco lontano da dove dormi. Ma ricordati, solo queste piante e quella che cresce tra le tombe del cimitero possono essere usate: tu dovrai raccoglierle, anche se ti bruceranno la pelle e te la copriranno di bolle, poi dovrai pestarle con i piedi per ottenerne la fibra: con questa dovrai tessere undici tuniche e gettarle sugli undici cigni selvatici. Solo così l’incantesimo verrà rotto. Ma dal momento in cui comincerai questo lavoro fino a quando non sarà finito, e potrebbero passare anni, non dovrai più parlare; la prima parola pronunciata trapasserebbe come un pugnale il cuore dei tuoi fratelli. Dalla tua lingua dipende la loro vita. Ricorda tutto quel che ti ho detto!» 
Elisa si svegliò e vicino al suo giaciglio c’era un’ortica, proprio come quella vista nel sogno.Si mise subito al lavoro e raccolsen le orribili ortiche; grosse bolle le si formarono sulle mani e sulle braccia, ma lei soffriva volentieri se questo poteva salvare i suoi cari fratelli. Pestò ogni pianta di ortica con i piedi nudi e ne ricavò la verde fibra. Quando il sole tramontò giunsero i fratelli che si spaventarono nel vederla così silenziosa; all’inizio credettero fosse un nuovo incantesimo della matrigna cattiva, ma quando videro le sue mani, capirono quel che lei stava facendo per la loro salvezza. Elisa trascorse tutta la notte al lavoro, perché non poteva trovare pace prima di aver salvato i cari fratelli; passò tutto il giorno dopo da sola, dato che i cigni s’erano allontanati, ma il tempo volò. Una tunica era già finita e ora iniziava la seconda.
Qualche giorno dopo però, mentre i cigni erano lontani, Elisa fu sorpresa nella grotta da un gruppo di cacciatori, guidati da un bell’uomo che la ragazza scoprì essere il re di quelle terre. Egli si innamorò perdutamente di Elisa e deicse di condurla nel suo palazza per farne la sua sposa. Triste, muta e disperata, Elisa fu costretta a seguire il re senza poter dire una parola, ma il suo cuore era distrutto dal dolore. Il castello del re era splendido e sfarzoso; il sovrano la affidò a delle damigelle che la ripulirono, la vestirono e la pettinarono come una regina. Elisa era triste, ma il re era deciso a fare qualunque cosa purchè la sua amata potesse sorridere. Allora le mostrò la sua stanza, nella quale aveva fatto portare la fibra di ortica alla quale Elisa stava lavorando con devozione e pazienza e l’unica tunica che la ragazza era riuscita a fabbricare. Come se non batsasse aveva reso la stanza simile alla grotta nella quale Elisa abitava, di modo che potesse sentirsi sempre a casa propria. A quella vista, ella si sentì rinvigorire dalla speranza e sorrise, ringraziando come poteva il buon re. Ogni notte si allontanava da lui e si recava nella cameretta che somigliava alla grotta, e lì tesseva una tunica dopo l’altra. Stava cominciando la settima, quando restò senza fibra. Sapeva che nel cimitero crescevano le ortiche che lei doveva usare, ma doveva coglierle lei stessa; come poteva recarsi fin là? Ripensò ai suoi fratelli e subito trovò la forza necessaria per affrontare la prova: attraversò la città in una notte di luna piena e si addentrò nel tetro cimitero, dove incontrò delle streghe malvagie. Le ignorò e raccolse le ortiche che le servivano, poi tornò al castello. Il re aveva tra i suoi sudditi un arcivescovo, che sospettava che Elisa fosse una strega; quella notte la spiò e credette di avere in mano la prova che la nuova regina fosse effettivamente una strega che con il suo fascino demoniaco aveva sedotto il re. Riferì al suo sovrano quanto aveva visto. Intanto Elisa aveva quasi terminato il suo lavoro; le mancava ancora una sola tunica, ma era rimasta senza fibre e senza ortiche. Elisa dunque andòdi nuovo al cimitero e il re e l’arcivescovo la seguirono;  la videro sparire dietro l’inferriata e quando si avvicinarono, videro le altre streghe che scavavano il terreno per disseppellire i morti e divorarne i resti. Il re pensò che fra esse doveva esserci anche la sua Elisa, quella che lui credeva infinitamente buona. Distrutto dal dolore, lasciò giudicare al popolo l’accaduto e tutti optarono per mandarla al rogo come succedeva con tutte le altre streghe. Elisa fu trascinata in prigione e non le vennero date nè coperte nè cuscini per trascorrere la sua ultima notte sulle terra. Al loro posto gli furono date le fibre di ortica e le dieci tuniche che aveva tessuto, pensando che potesse essere una giusta punizione farla dormire su un’erba infuocata come quella. Elisa fu contentissima di quella punizione e lavorò tutta la notte per poter portare a termine l’ultima tunica. 
Intanto i cigni riuscirono a ritrovarla e attesero di ritrasformarsi in principi per poter chiedere al re di riceverli. Quest’ultimo però non poteva ascoltare ciò che loro avevano da dire, poichè era notte fonda e dormiva profondamente. Giunse l’alba e i principi si tramutarono nuovamente in cigni. Elisa li vide dalla sua cella e quando i carcerieri la prelevarono per portarla sul rogo, lei si portò dietro le tuniche. Non appena fu salita sul palco in mezzo alla piazza, i cigni volarono intorno a lei ed Elisa gettò su di loro le undici tuniche; subito apparvero undici bellissimi principi. Il più giovane aveva però ancora un’ala di cigno al posto del braccio, perché Elisa non aveva ancora potuto tessere una manica all’ultima tunica.
«Adesso posso parlare!» esclamò. «Sono innocente!»
«Sì, è innocente!» disse il fratello maggiore e raccontò tutto quel che era successo. 

Allora il re comprese di aver fatto un terribile errore e non appena Elisa si svegliò lui e i suoi fratelli le dissero che era salva. Elisa perdonò il re e insieme vissero per sempre felici e contenti in quella terra ai confini del mondo.  

Fine

Mondo di Cristallo # 20: la Labradorite

Buon venerdì a tutti voi che vi trovate da queste parti!
Come qualcuno di voi avrà avuto modo di leggere sulla mia pagina Facebook, questa settimana ho fatto degli acquisti “cristallosi”. Ho comprato ben quattro pietre, e ora sono arrivata a quota venti ^^ Be’ una di queste pietre è proprio quella di cui ho intenzione di parlarvi oggi, ovvero la Labradorite. Spero che questo cristallo possa colpirvi come ha colpito me, è davvero molto particolare, ma ora veniamo al dunque, che dite?

Caratteristiche e curiosità:
Si tratta di una pietra di colore verde-blu dalle variazioni perlacee metalliche ed iridescenti. Nel gioco di colori in essa presenti ricorda il piumaggio del pavone. Gli esemplari più pregiati arrivano a far intravedere fra le sfumature tutti i colori dello spettro visivo. 
La Labradorite deve il suo nome alla terra in cui fu scoperta per la prima volta nel 1770, ovvero il Labrador.
E’ da sempre considerata la pietra del fascino e della seduzione, proprio per i suoi colori cangianti e spettacolari. E’ conosciuta anche come la “pietra di Atlantide”.

Proprietà:
Può servire per risvegliare talenti nascosti e per allontanare la negatività, donando allegria. Rinnova e rinfresca le prospettive personali e aiuta ad essere più positivi. Se si sente il bisogno di essere protetti da energie negative bisogna portarla in tasca e strofinarla tra le mani all’occorrenza. Attenua la gelosia e vince la depressione. Stimola il fascino ed il magnetismo personale. Combatte le illusioni, stimola l’intuizione. Dona sicurezza e disinvoltura a chi è timido e deve esibirsi in pubblico. Permette di partecipare e vivere in armonia con la società. Utile a chi ha difficoltà ad accettare il proprio aspetto fisico, ma anche a chi dà troppa importanza all’aspetto esteriore trascurando quello spirituale, poichè offre introspettività. Si dice che apporti immensa saggezza e conoscenza a chi la indossa. Aiuta ad affrontare i cambiamenti e rende adattabili ad ogni situazione. Riduce l’ansia e lo stress. 

Purificazione:
Può essere scaricata dopo l’uso sotto l’acqua corrente. E’ bene ricordarsi di evitare il sale. 

Fonti:





Teaser Tuesday # 21: "Harry Potter e il Calice di Fuoco" di J.K. Rowling

Buon pomeriggio, carissimi lettori, e buon inizio settimana!
Non ve l’ho ancora augurato, visto che ieri è saltato l’appuntamento con la rubrica Tra le righe del cuore
Ma oggi intendo rimediare, pubblicando subito il post del Teaser Tuesday. Come tutti i martedì, prima di incominciare vi ricordo gli ingredienti di questa rubrica:

– il libro che stai leggendo
– una pagina aperta a caso
– copiane un pezzo evitando accuratamente gli spoiler
– rivela l’autore e il titolo del libro

E ora, passiamo all’estratto di oggi!

“Era ora!” esclamò Hagrid, aperta la porta e visto chi bussava. “Credevo che v’eravate scordati dov’è che abito!”
“Abbiamo avuto tanto da fare, Ha…” esordì Hermione, e ammutolì.
Hagrid indossava il suo migliore (e davvero orrendo) vestito marrone peloso, più una cravatta a cravatta gialli e arancio. Ma non era questo il peggio; evidentemente aveva cercato di domare le sue chiome, usando dosi abbondanti di quella che sembrava morchia. Ora i capelli erano appiattiti in due ciuffi: forse aveva cercato di farsi la coda come Bill, ma aveva scoperto di averne troppi. Il look non gli donava affatto. Per un momento, Hermione strabuzzò gli occhi, poi, decisa a non commentare, disse: “ehm… dove sono gli Schiopodi?”
“Là fuori vicino all’orto delle zucche” rispose Hagrid tutto felice. “Stanno diventando grandicelli, ormai devono essere lunghi quasi un metro. C’è solo un problema, hanno cominciato a mangiarsi tra loro.”
“Oh, no, davvero?” disse Hermione, tacitando con un’occhiata eloquente Ron che, fissando la stravagante acconnciatura di Hagrid, aveva appena aperto la bocca per dire la sua.

(pag. 228)

Mondo di Cristallo # 19: il Quarzo Rosa

Bentornati sul blog per un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai cristalli e alle loro proprietà =)
Da un po’ di tempo a questa parte sto pensando di proporvi uno Speciale di Mondo di Cristallo, ma devo studiarlo bene e soprattutto devo trovare il momento giusto, visto che non ho moltissimo tempo e sto riuscendo a rispettare gli impegni del blog solo perchè ci tengo particolarmente a questo mio piccolo angolo fatato per poterlo abbandonare!
Bene, adesso bando alle ciance e… cominciamo questa nuova puntata, dedicata al Quarzo Rosa =)

Cuoriosità e caratteristiche:
Il Quarzo Rosa è tra i minerali più conosciuti. Il suo colore varia da un rosa molto pallido, quasi bianco, ad una tonalità più carica ed intensa. 
Simboleggia l’Amore, quello per la Madre Terra, ma anche quello verso il prossimo. La tradizione popolare gli attribuisce il potere di attrarre l’amore verso chi lo porta, ma in realtà il suo significato è più profondo: il Quarzo Rosa è un archetipo dell’Amore assoulto ed amana l’amore dell’universo su di noi e su tutte le cose che lo circondano. Nei templi dedicati a Venere, questo cristallo era il segnale dell’alleanza tra Cielo e Terra.
Anticamente veniva impiegato per le cure di bellezza: gli Egizi e i Romani lo usavano per prevenire le rughe e per rendere la pelle morbida e vellutata ponendo un cristallo di Quarzo Rosa dentro le misture di bellezza delle donne.
Proprietà:
Questa pietra corrisponde al grado più elevato della spiritualità. Cicatrizza le nostre ferite e per qusto motivo si avvale anche del nome di “Pietra del sollievo”. In India viene anche chiamata “Pietra del Perdono” poichè, attraverso l’amore, ci dona la difficile capacità di perdonare, senza lasciare in noi alcuna amarezza. Rende la nostra anima più leggera, facendo scomparire l’ira e il rancore, l’odio e il nervosismo. Annulla dunque l’aggressività, rilassando il sistema nervoso. In una famiglia con dei problemi può rafforzare l’amore, risanando i rapporti. Nel matrimonio favorisce l’unione durevole e piena di afetto e comprensione. Ai nemici offre il perdono, agli amici la fedeltà. Tra i colleghi di lavoro genera invece solidarietà. E’ la pietra dei poeti e degli artisti, poichè sviluppa il senso dell’estetica: sviluppa il senso del bello, non solo verso l’arte, bensì anche verso la Natura e verso il prossimo.
Combatte lo stress, la depressione e la stanchezza fisica e mentale. Elimina i pensieri egoistici, dirigendoci verso l’altruismo. 
Se questa pietra viene messa al collo di un bambino, può aiutarlo ad attraversare un momento difficile e ad accrescere la sua autostima, nonchè ad accompagnarlo nelle sue prime esperienze al di fuori del nucleo familiare, come la sua entrata alla scuola materna o alle elementari.
Perchè i suoi effetti siano più efficaci, sarebbe bene indossare questa pietra sotto forma di collana, visto che in tal modo sarebbe più vicina al cuore. 
Essendo un cristallo lento ad agire, bisogna avere pazienza e portarlo con sè per alcuni mesi, prima di poterne vedere gli effetti benefici. Mentre lo si indossa, potrebbbero tornare alla mente ricordi passati spiacevoli o dolorosi, che il Quarzo Rosa aiuterà a comprendere e a superare.
Favorisce il sonno a chi ha difficoltà nell’addormentarsi.

Purificazione:
Può essere scaricato dalle disarmonie sotto l’acqua corrente. Ama anche l’esposizione al sole per qualche ora. 

Fonti:



Recensione: "Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban" di J.K. Rowling


Buonasera, carissimi lettori del blog!
Ormai lo sapete: mi sono buttata nella rilettura completa dei sette volumi della saga di Harry Potter. Ho concluso da alcune ore il terzo libro e ho appena terminato di vedere il terzo film. Passo dunque a recensirveli!

Pagine: 366
Casa Editrice: Salani
Prezzo: 14,00


Trama:
Tra colpi di scena, mappe stregate e ippogrifi scontrosi, zie volanti e libri che mordono, Harry Potter conduce il lettore nel terzo capitolo delle sue avventure. Harry, giovane studente della prestigiosa Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, è questa volta alle prese con un famigerato assassino che, evaso dalla terribile prigione di Azkaban, gli sta dando la caccia per ucciderlo. Forse questa volta nemmeno la Scuola di Magia, nemmeno gli amici più cari potranno aiutarlo, almeno fino a quando si nasconderà tra di loro un traditore.
Voto
Recensione:
Quando lo lessi per la prima volta divenne immediatamente il mio preferito della saga. A distanza di quasi dieci anni dalla prima lettura, questo libro è tornato ad emozionarmi, anche se in maniera diversa ovviamente. 
Ancora una volta i toni della narrazione assumono un carattere diverso in questo terzo episodio. Dopo la magica atmosfera del primo e dopo il fitto e spaventoso mistero racchiuso nel secondo, qui assistiamo a un clima più rilassato rispetto al capitolo precedente, sebbene i colpi di scena non manchino. E’ vero, la faccenda dell’evasione di un pericoloso assassino dalla famigerata prigione di Azkaban non era rassicurante nè per il lettore nè tantomeno per Harry, che qui sarà ricercato nientepopodimeno che da un mago adulto e deciso ad ucciderlo a tutti i costi. Nonostante ciò però il libro non è costellato di eventi sconcertanti come accade in “Harry Potter e la Camera dei Segreti”; alcune novità attraggono l’attenzione del lettore, rendendo piacevole e scorrevole la lettura di questo terzo capitolo, come per esempio le nuove lezioni, l’amabile professor Lupin e le vicende di Fierobecco, ippogrifo preso in simpatia da Hagrid.
In compenso assistiamo a un’evoluzione dei personaggi protagonisti: Harry diventa più combattivo, un po’ più grintoso, Ron ed Hermione non fanno che battibeccarsi tra loro, e quest’ultima finisce per cedere alla tentazione di trasgredire le regole, con razionalità s’intende! Sicuramente Hermione è stata la mia preferita del trio in questo libro: determinata come non mai, astuta e a volte quasi materna, mai noiosa, anzi, interessantissima!
Il colpo di scena finale è stato eccezionale, ricordo ancora quanto mi sorprese la prima volta! Rimasi letteralmente sconvolta dalle rivelazioni contenute negli ultimi capitoli… adesso li ho letti con una consapevolezza diversa, ma ancora una volta devo ammettere che la Rowling riesce sempre a stupire i suoi lettori tessendo una trama perfetta.

Il film:
L’omonimo film che è stato tratto dal libro non mi ha soddisfatto. Anche qui, come capitava nel secondo film, l’atmosfera risulta incupita, le luci sono spente, scialbe, e alcune scene del libro sono state deliberatamente modificate, cosa che non mi è piaciuta un granchè. Non ho apprezzato la scarsa presenza delle divise scolastiche di Hogwarts e neppure la poca importanza data al Quidditch. Non ho capito per quale motivo si sia deciso di cambiare in modo così radicale il professor Vitious, che nei primi capitoli aveva dei folti capelli grigi scarmigliati e una barba ispida e lunga, mentre qui ha i capelli corti, scuri e pettinati con un’orribile riga in mezzo, sbarbato, ma con i baffetti… mah, la magia fa miracoli!
Infine, non mi è piaciuto neppure il finale, troppo diverso da quello che è in realtà.

Buon Compleanno Blog!

E’, vero, lo ammetto: oggi non voglio proprio lasciarvi in pace! 
Tuttavia mi sono appena ricordata di una cosa e ancora non posso crederci di essermelo quasi dimenticato o.O
Oggi il blog compie un anno!!! *-*
Un anno fa ho aperto questo piccolo, grande spazio virtuale per dare libero sfogo ai miei pensieri. E pensare che inizialmente lo avevo pensato in modo del tutto diverso da quello che poi è diventato e che sta diventando grazie a tutti voi. 
Cosa mi ha spinto ad aprire un blog? Forse la voglia di condividere con qualcuno le mie passioni, forse per cimentarmi in qualcosa di nuovo… o forse per vedere se sul web potevo essere accettata di più che nella vita di tutti i giorni, dove trovo che nessuno riesca veramente a comprendermi e ad accettarmi per quello che sono. Ho fatto di questo spazio la mia casa, il mio piccolo rifugio segreto in cui lanciarmi a capofitto quando ho bisogno di ritrovare un po’ dell’autostima che calpesto continuamente perchè, forse è brutto da dire, ma riesco ad essere veramente me stessa solo quando scrivo, e qui sul blog sto cercando di dare il meglio di me, tutto il meglio che non riesco a trasporre nella mia vita di tutti i giorni. 
Il blog è cresciuto, è cambiato molte volte in questo annetto che, a parer mio è volato. Da “Il mio Paese delle Meraviglie” si è trasformato in “Sogni di una notte di luna piena”, ma d’altro canto anche la sottoscritta ha cambiato un po’ stile di vita nell’ultimo anno, talvolta per eventi infelici, altre volte per circostanze più liete, ma la vita è anche questo no?
Detto ciò, spero vivamente che il mio blog continui ad affascinarvi come credo stia facendo nell’ultimo periodo, visto che lentamente state aumentando la vostra presenza qui, e ve ne sono infinitamente grata! Scrivere post non è sempre una cosa così semplice come possa sembrare, richiede del tempo, voglia di fare e di documentarsi, e anche un po’ di fantasia, questo sì. Mi fa davvero un immenso piacere leggere i vostri commenti e scoprire che vi entusiasmate con me per quello che scrivo o comunico nei miei post. Dunque il grazie per questo anno appena passato va a tutti voi, perchè siete voi, con il vostro passaggio, i vostri commenti, a creare il blog giorno per giorno =)

 

Teaser Tuesday # 20: "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" di J.K. Rowling

Bentornati al limitare della mia Foresta Incantata =)
Siamo giunti a martedì e, come tutte le settimane, questo è il giorno dedicato alla rubrica Teaser Tuesday! Come sempre, vi fornisco gli ingredienti prima di cominciare:

– il libro che stai leggendo
– una pagina aperta a caso
– copiane un pezzo evitando accuratamente gli spoiler
– rivela l’autore e il titolo del libro

Volevo riportarvi un piccolo brano tratto da “Harry Potter e la Camera dei Segreti”, ma avendolo finito ieri, oggi ho già iniziato il terzo volume, dunque ho ritenuto più opportuno inserirvi un estratto da questo libro, dato che le regole sono queste.
Eccovi quindi la pagina aperta a caso per voi:

“Mostrati!” disse Piton battendo forte sulla mappa.
Il foglio rimase vuoto. Harry trasse alcuni respiri profondi per cercare di calmarsi.
“Severus Piton, professore di questa scuola, ti ordina di rivelare le informazioni che nascondi” disse Piton, e colpì di nuovo la mappa con la bacchetta.
Come se una mano invisbile vi scrivesse, alcune parole apparvero sulla liscia superficie della mappa:
“Il signor Lunastorta porge i suoi ossequi al professor Piton e lo prega di tenere il suo naso mostruosamente lungo lontano dagli affari altrui.”
Piton s’irrigidì. Harry fissò il messaggio, ammutolito. Ma la mappa non si fermò lì. Sotto la prima frase ne apparve un’altra:
“Il signor Ramoso è d’accordo con il signor Lunastorta, e ci tiene ad aggiungere che il professor Piton è un brutto idiota”.
Sarebbe stato molto divertente se la situazione non fosse stata così seria. E c’era dell’altro…
“Il signor Felpato vorrebbe sottolineare il suo stupore per il fatto che un tale imbecille sia diventato professore”.
Harry chiuse gli occhi orripilato. Quando li riaprì, la mappa concluse:
“Il signor Codaliscia augura buona giornata al professor Piton, e gli dà un consiglio: lavati i capelli, sporcaccione!”
(pag.244)
Spero che questo Teaser vi sia piaciuto, io mi sono divertita a rileggerlo xD