Il Gufo Postino # 24

Bentornati in questa Foresta Incanta, creature del bosco!
Torno sul blog con questa rubrica, che altro non è che la mia versione di “In my mailbox”. Per chi ancora non la conoscesse, ecco di cosa si tratta: il Gufo Postino consiste nel presentare i libri acquistati, regalati, prestati o ricevuti…. per rendere più accattivante la presentazione, io e la mia sorellina Yvaine del blog Il Pozzo dei Sussurri abbiamo pensato di lasciarvi, insieme alla trama, anche l’incipit dei libri in questione, di modo da darvi un piccolo assaggino ^^ La rubrica verrà postata da me il giovedì, ovviamente i giovedì in cui il Gufo Postino mi avrà mandato qualcosa =)

Ecco qui cosa mi ha portato il Gufo Postino questa settimana!

Questo libro mi è stato regalato da Clody del blog Locanda dei libri e da Sara del blog My caffè letterario, per aver vinto il loro Giftaway natalizio. Le ringrazio tantissimo per questo piccolo gioiellino!

Trama:

Se vi piace toccare i libri, e lo state facendo anche ora, sapete di cosa parliamo. Libri. Da leggere, da sfogliare, da desiderare e da possedere, da perdere, prestare e regalare. Libri da contare, da sistemare, da classificare. Amici per una vita o incontri di un solo giorno, ricordati per sempre o subito dimenticati; libri illeggibili, letti e riletti… Nella passeggiata lungo queste pagine incontriamo tanti lettori illustri, curiosiamo nelle loro biblioteche e veniamo a sapere delle loro buone e cattive abitudini di lettura, talvolta così simili alle nostre. Quanti libri è possibile leggere in una vita? In che modo disporli? Come fare quando sono troppi? Ci piacciono di più tenuti come nuovi o un po’ maltrattati? Bisogna davvero leggerli tutti, o certi sono fatti apposta per non esserlo? Jesús Marchamalo racconta gli intrecci e i personaggi della grande storia d’amore fra libri e lettori con la divertita partecipazione di un innamorato che la sa lunga, e argutamente ci ricorda che come tutte le passioni, anche questa dev’essere assaporata con un po’ di sana ironia.
Incipit:
Mai prima d’ora mi ero chiesto quanti libri avessi, del resto mai prima d’ora avevo avuto la tentazione di contarli. Ma ecco che proprio ora, durante un attacco di insonnia ostinata, ho pensato che, ai fini dell’assopimento, contar pecore o libri in linea di principio non dovrebbe fare molta differenza. 

Questo invece, l’ho comprato grazie ad un buono sconto che scadeva proprio in questi giorni. Sono contentissima dell’acquisto, era da un po’ che un libro non mi chiamava così! Non vedo l’ora di cominciarlo!

Trama:

E’ il 1939. Nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare. Ed è solo l’inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto, uno solo, seminascosto nella neve, e la sua vita cambia per sempre. E’ il Manuale del necroforo , abbandonato lì per caso, il suo primo furto di libri. Così comincia una storia d’amore con i libri e con le parole, perché Liesel, con l’aiuto del padre adottivo, impara a legegre. Ben presto la bambina si mette a sottrarre libri dai roghi nazisti – perché “ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri” – , dalla biblioteca della moglie del sindaco, e poi tutte le volte che ce n’è uno da salvare. Ma sono tempi difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all’improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontata dalla Morte – curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona – La bambina che salvava i libri è una storia sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirtio. Con una scrittura starordinaria per intensità e passione, Markus Zusak ci consegna uno dei roamnzi più indimenticabili del nostro tempo.

Incipit

Prima i colori.
Poi gli esseri umani.
E’ così che di solito vedo le cose.
O almeno ci provo. 

***UN SEMPLICE FATTO***

Prima o poi morirai.
In tutta sincerità, mi sforzo di prendere la faccenda allegramente, anche se, a dispetto delle mie proteste, la maggior parte delle persone trova difficile credermi. Per favore, fidati di me. Posso davvero essere allegra. Posso essere amabile. Affettuosa. Affabile. E queste sono solo le parole che cominciano per A. Non chiedermi però di essere bella: essere bella non è da me.

 

Voi che ne pensate? Io non vedo l’ora di leggerli!

Recensione: “Il Sogno della Bella Addormentata” di Luca Centi

Bentornati nella mia Foresta Incantata!

Eccomi di nuovo, per la seconda volta in una settimana, con una nuova recensione! In questi giorni ho letteralmente divorato il libro “Il Sogno della Bella Addormentata” di Luca Centi, è stata una gran sorpresa anche per me, ma non voglio tenervi ancora sulle spine, dunque passo subito a parlarvi del libro 🙂

Autore: Luca Centi

Editore: Piemme Freeway

Pagine: 248

Prezzo: 16,50 euro 

TramaNella Londra di fine Ottocento, Talia si muove silenziosa come un gatto e scaltra come una volpe. E molto giovane e molto bella, il che è un indubbio vantaggio nell’esercizio della sua professione, la ladra. Talia però non ruba di tutto, si impossessa solo di quello che la porta più vicino alla soluzione del mistero che avvolge la sua vita. La scomparsa di suo padre. La risposta che troverà, però, fra nebbie e vapori, ingranaggi e corsetti, sarà una scoperta tanto sconvolgente quanto raccapricciante, nascosta gelosamente dentro una teca di cristallo.

Voto:

Recensione:

Giace bella su petali di rosa,

chi la disprezza e chi la cerca senza posa,

del passato un uomo, dai Sette Peccati,

che attendono solo di esser mondati.

Così si apre “Il Sogno della Bella Addormentata”, un libro che a suo modo ha saputo sorprendermi e stupirmi come non credevo avrebbe saputo fare.

Il romanzo, uno Steampunk con elementi storici a farne da cornice e un pizzico di mistero che non guasta mai, narra la storia di Talia, ragazza giovane e attraente, intelligente e determinata, rimasta orfana dei genitori sin dalla tenerà età. Non ha mai conosciuto la madre e del padre ricorda poco, tuttavia rammenta la missione che quest’ultimo stava cercando disperatamente di compiere: recuperare i Sette Peccati da lui stesso creati, finiti fra le mani di chissà chi. Il padre di Talia, alla sua morte, era riuscito a recuperarne solo tre, e lei cercherà in tutti i modi di onorare la memoria di suo padre e continuare quello che lui aveva cominciato, pur non sapendo quale sia il motivo che lo spinse a recuperare tali manufatti. La determinazione e la testardaggine di Talia la condurrano fino a Londra, dove avverrà una svolta definitiva per lei e per il suo destino. Cosa sono in realtà i Sette Peccati? E cosa sono quei sogni che di tanto in tanto la catturano, trasmettendole ricordi sbiaditi e dai contorni sfocati che lei non è sicura di aver vissuto? Tra strani marchingegni, sogni ad occhi aperti, furti e colpi di scena, il lettore si troverà del tutto coinvolto nelle vicende che condurranno Talia ad una terribile e scottante verità.

Il romanzo è ambientato nell’Inghilterra dell’Ottocento, con uno sguardo particolare a Londra. Le descrizioni sanno essere esaustive, seppur non tanto approfondite, ma permettono comunque al lettore di calarsi nelle scene narrate.

I personaggi sono ben caratterizzati, anche se non tutti sono riusciti a sorpendermi.

La protagonista, Talia, forte e determinata, testarda e fuori dagli schemi, appare un po’ prevedibile, sebbene sia un personaggio ben studiato nella sua semplicità.

Tra i personaggi secondari troviamo Madame Vivienne, governante di Talia che ella considera alla stregua di una madre, apprensiva come solo una madre saprebbe essere, è complice delle scelte di Talia anche se non sempre si trova d’accordo con lei. Sa essere simpatica ed esuberante al punto giusto, ma anche fiera e coraggiosa quando serve. A dare del filo da torcere alla governante chiacchierona sarà Archie, il cocchiere, simpatico e gentiluomo.

Ben congegnati sono anche tutti gli altri personaggi che, seppur appaiano di rado, sono funzionali allo svolgimento della trama. L’unico che mi ha convinta poco, forse perchè un po’ stereotipato, è stato Nicholas Gray, che conoscerà Talia in circostanze più o meno fortuite e che finirà per aggiungersi ai personaggi secondari.

Il registro linguistico non è ricercato, appare semplice ma efficace, al pari degli espedienti narrativi utilizzati ai fini dello svolgimento della trama. A proposito di quest’ultima, devo dire di aver cambiato idea man mano che procedevo con la lettura. La prima metà del libro scorre veloce e in modo davvero piacevole, perfettamente godibile, incuriosice il lettore, anche se c’era qualcosa che non mi convinceva sino in fondo. Superata la prima metà del romanzo, il ritmo della narrazione diviene sempre più incalzante, un crescendo di emozioni, pensieri e supposizioni che culmineranno poi con il tramonto del libro. E’ in questa parte che la trama prende realmente forma, mostrando tutta la sua originalità sia nello svolgimento che nelle idee portate avanti dallo scrittore. In definitiva, si può dire che la trama, una volta concluso il libro, risulti semplice ma ben studiata, non priva di colpi di scena mozzafiato che, tuttavia, sono riuscita in parte a prevedere.

Ho apprezzato molto la rivisitazione della favola della Bella Addormentata, del tutto innovativa ed interessante. Il libro di Luca Centi saprà senza ombra di dubbio sorprendervi e ammaliarvi con i suoi toni misteriosi ed i suoi lati oscuri, ma soprattutto con il suo inaspettato e folgorante finale, che rende ancora più originale la storia da lui creata.

Se paragonassi il romanzo ad un fiore, esso sarebbe una rosa: tremendamente bella, profumata e affascinante, ma pur sempre con le spine.

Consigliato a tutti coloro che desiderano una lettura fuori dagli schemi, ma leggera, seppure emozionante.

Se volete leggere un estratto del libro, potete guardare il seguente post: Teaser Tuesday # 43 “Il Sogno della Bella Addormentata” di Luca Centi.

Che ne pensate? Lo leggerete?

 

Libri che… #12

Bentornati nella mia Foresta Incantata!

Questa rubrica la condivido con la mia gemellina Reina del blog Il Portale Segreto e ci terrà compagnia a martedì alterni. Essa consiste nel presentarvi fino a un massimo di sette libri inerenti uno stesso tema scelto di volta in volta da noi. Per ognuno di essi spiegheremo brevemente i motivi che ci hanno indotto a sceglierlo. Se volete partecipare, potete postare i vostri libri inerenti al tema della settimana in un commento sotto al post =)

Il tema da noi scelto questa settimana è:

Libri che parlano di fate

 I miei libri sono:

“Fate” di Alan Lee e Brian Froud: un libro bellissimo, divorato anni fa, in ci vengono prese in considerazione le creature del Piccolo Popolo con un occhio di riguardo verso le Fate. Le informazioni che ci vengono offerte dagli autori sono accompagnateda splendide illustrazioni. Ve lo consiglio!

“Magia!” di Francesca Lazzarato: un librone regalatomi anni fa per il mio compleanno, anche questo divorato. Contiene fiabe provenienti da ogni parte del mondo divise per categorie. Ogni categoria riconduce a una creatura fantastica. All’interno del libro c’è dunque anche una sezione dedicata alle Fate, alle fiabe che le vedano protagoniste e alle tradizioni ad esse legate. Vi consiglio anche questo.

“Trattato sulle fate” di Ismael Mérindol: non ho ancora avuto il piacere di leggerlo, anche questo l’ho ricevuto in regalo dalla mia sorellina Yvaine. L’autore si propone di raccontare qui la vera natura delle Fate, guidando il lettore nel loro mondo incantato.

“Il diario delle fate” di J. Yolen e M. Snyder: un libro che narra le vicende di due  Fate sorelle che si ritrovano a dover vivere lontane l’una dall’altra nel mondo degli uomini, trasformate in signore di mezza età goffe e acciaccate. Un Fantasy discreto e senza troppe pretese, in cui potrete ritrovare alcuni dei personaggi della mitologia irlandese.

“Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare: la storia narra le vicende amorose intrecciate che vedono come protagonisti Teseo e Ippolita, Lisando, Demetrio, Ermia ed Elena, e infine Oberon e Titania. Quest’ultima è la regina delle Fate. Una storia divertente ed esilarante raccontata da un maestro della letteratura.

“Wicked Lovely” di Melissa Marr: non l’ho ancora letto, anche se ho in programma di farlo entro l’anno. Racconta la storia di una ragazza che ha il potere di vedere le fate.

 

Teaser Tuesday # 43: “Il Sogno della Bella Addormentata” di Luca Centi

Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco ^^

Eccomi di nuovo qui, a pubblicare un post di questa carinissima rubrica. Prima di cominciare, ricordo a tutti gli ingredienti che la costituiscono:

– il libro che stai leggendo

– una pagina aperta a caso

– copiane un pezzo evitando accuratamente gli spoiler

– rivelare autore e titolo del libro

Mentre prosegue a rilento la rilettura de “La Compagnia dell’Anello” di J.R.R. Tolkien, ho iniziato il libro ricevuto dalla Piemme, “Il Sogno della Bella Addormentata” di Luca Centi.

L’estratto di oggi è:

Il giorno seguente Talia si svegliò quasi a meggiorno. I primi pensieri andarono alla serata precedente e all’invito che aveva ricevuto.

Quando Miss Chantall l’aveva raggiunta per dirle che aveva fatto chiamare la carrozza, non aveva resistito a lungo prima di chiederle di cosa avesse parlato con Irene Cavendish. Pareva infatti che tutta la sala si fosse accorta del loro scambio di battute. 

E quando Talia aveva rivelato di essere stata invitata, il giorno seguente, a una festa a casa Cavendish, Margot era rimasta di stucco.

(pag.91) 

 

 

 

Recensione: “La Freccia Verde” di Gianfranco Manfredi

Bentornati nella mia Foresta Incantata!

Eccomi finalmente con una recensione nuova di zecca 🙂 Dopo settimane di studio e di lettura a singhiozzo, sono finalmente riuscita a terminare “La Freccia Verde” di Gianfranco Manfredi, dunque quale modo migliore di iniziare la settimana se non proponendovi una recensione?

Ringrazio la Mondadori per avermelo inviato. Detto questo, cominciamo!

Autore: Gianfranco Manfredi

Editore: Mondadori

Pagine: 350

Prezzo: 18,00 euro

Trama: È il 1588. L’Invincibile Armata Spagnola è in rotta, l’Inghilterra ha vinto. Stanco delle fatiche di guerra, sir Edwin Barley ritorna a casa. Al suo fianco l’inseparabile Silenzio, guerriero imbattibile, gigantesco e muto. Ma ad attenderli non trovano la pace promessa. Il padre di Edwin è stato soggiogato dal fascino della nuova moglie, la crudele e perversa Grace, che ha costretto tutti i contadini a venderle i loro terreni. Chi ha rifiutato, come il padre adottivo di Silenzio, è stato barbaramente ucciso. Silenzio e Edwin riescono a vendicarsi, ma devono fuggire. Silenzio conosce la terra che può accoglierli: è il misterioso luogo da cui proviene, la comunità di Sion. Lì, nel cuore della foresta, uomini e donne vivono liberi, lontani dal giogo della legge e dall’ingiustizia sociale. Edwin vi trova persino l’amore, nella persona di Bidu, giovane e indomita arciera. Ma le macchinazioni di Grace non si placano, e mettono a rischio la sopravvivenza stessa di quell’angolo di paradiso. Edwin e Silenzio, insieme, riusciranno a trasformare gli allegri compari di Sion in un esercito di combattenti per la propria libertà e per la salvezza della foresta.

Voto:

Recensione:

Il libro, liberamente ispirato alle storie di “Robin Hood” di Alexandre Dumas, “La Freccia Nera” di Robert Louis Stevenson e “Ivanhoe” di Walter Scott, narra le avventure di sir Edwin e del gigante muto noto con il soprannome di Silenzio ed è ambientato nell’Inghilterra della fine del XVI secolo. La vera protagonista del romanzo è la foresta del Peak, che fa da sfondo a gran parte delle vicende narrate e sotto le cui fronde si nascondono i ribelli: uomini, donne e bambini vivono qui in pace, avvolti dalla sacralità della foresta e liberi dalla legge spesso ingiusta dello stato.

I personaggi della storia sono davvero ben caratterizzati, a partire dai protagonisti per finire con quelli secondari. Ho amato in particolar modo Silenzio, il vero ed indiscusso eroe di questo libro che, tuttavia, resta sempre sotto l’ombra di sir Edwin. Gigante buono dall’aspetto spaventoso, Silenzio ha un passato misterioso che incuriosirà il lettore fino alle ultime pagine del romanzo. 

Sensibile e riservato, misterioso ed eroico, il gigante silenzioso pare essere la colonna portante della storia. Il protagonista è invece sir Edwin, baronetto libertino e dongiovanni, che all’inizio del romanzo appare come un personaggio superficiale e senza carattere, attratto solo dal denaro, dalla gloria e dalle avventure amorose. Sir Edwin subirà un’evoluzione spirituale non da poco all’interno della storia, arrivando fino ad impersonificare l’eroe Robin Hood di cui si cantano ancora le gesta nella foresta del Peak. E’ su di lui che i ribelli riporranno le proprie speranze, vedendo in lui l’Uomo Verde, eroe tanto atteso di cui parlano le ballate. Altro personaggio importante all’interno del romanzo è Bidu, ragazza selvaggia e ribelle figlia della foresta. Il suo carattere forte e deciso la metterà più volte in contrasto con l’immaturo Edwin, ma sarà particolarmente affine alla sensibilità nascosta di Silenzio, con il quale ha condiviso la sua infanzia.

La trama si presenta semplice e lineare; è un po’ povera di avvenimenti, in quanto l’azione che il lettore aspetta fin dagli inizi del romanzo si materializzerà solo nelle ultime pagine e resterà purtroppo insoddisfacente. Di per sè questo romanzo aveva tutte le potenzialità per divenire una gran bella storia, ma la trama non decolla mai veramente. Nonostante ciò, un punto a favore del romanzo c’è: è scorrevole e il lettore non si annoia mai, anche se continuerà a rimanere a bocca asciutta. 

Il linguaggio è semplice ed evocativo, a tratti quasi poetico, altre volte più scurrile. Ho trovato molto fastidiosi i riferimenti espliciti e volgari al sesso, che sembrano inizialmente inutili e fini e se stessi. Sono inopportuni e talvolta finiscono per sminuire la poesia del testo e delle scene narrate. Nonostante tutto però, con l’avanzare della storia, essi calano, forse per far notare al lettore il cambiamento interiore di sir Edwin, anche se a mio parere l’autore poteva trovare espedienti migliori. Molto belli e profondi sono invece i riferimenti alla natura, descritta con toni sacrali e quasi magici. 

Per quanto riguarda il titolo invece, non lo trovo molto appropriato. Bella e ad effetto la copertina, anche se avrei preferito che al posto del cervo venisse rappresentata la Grande Madre Quercia che viene nominata molte volte all’interno del romanzo.

In definitiva dunque, ho trovato questo libro carino, senza troppe pretese. Poteva diventare qualcosa di più, ma purtroppo non è stato approfondito nel modo giusto. Lo consiglio a chi desidera una lettura leggera e a chi desidera immergersi in un mondo perduto fatto di foreste, alberi e natura.

Detto questo, spero che la recensione vi sia piaciuta, vi auguro ancora un buon inizio settimane e vi do appuntamento a domani!

 

Settimana Stregata # 13

Bentornati nella mia Foresta Incantata e buon inizio settimana a tutti!

Questa rubrica serve forse più a me che a voi, e vi terrà aggiornati sugli appuntamente settimanali del blog.

Come avevo promesso la settimana scorsa, da oggi il blog riprende finalmente il suo solito ritmo galoppante! La settimana si prospetta bella piena, avevo in mente di inserire altri post oltre quelli che vedrete qui sotto, ma non so se sia il caso di affollare ulteriormente la mia Foresta, quindi deciderò se rimandarli o se proporveli comunque.

 Vi aspetto più tardi con la recensione de “La Freccia Verde”! Buon inizio settimana a tutti =)

 

 

Lights and Shadows # 13

Bentornati nella mia Foresta Incantata!

Eccoci ritrovati con questa rubrica che molti di voi conosceranno con altri nomi, infatti me l’hanno gentilmente ceduta Alice del blog Stargazer’s Tides, Rowan del blog Ombre Angeliche e Reina del blog Il Portale Segreto

Si tratta semplicemente di riportare le tre cose migliori (luci) e le tre peggiori della mia settimana (ombre).

Tre luci:

 – Dopo tantissimo tempo che non mi capitava, ho finalmente comprato quattro cristalli da aggiungere agli altri *_* una bellissima Calcite verde, la Howlite, l’Acquamarina e una pietra con dei pezzi di Opale inglobati al suo interno! Sono felicissima!

– Sono riuscita a passare gli ultimi esami prima della laurea! Finalmente =)

– Il tempo passato con la mia dolce metà =)

 Tre ombre:

 – Le interminabili e stressanti code per dare gli esami -.-‘

 – La stanchezza

 – Sentirmi presa in giro e vedere vanificati i miei sforzi.

E adesso ditemi: quali sono le tre luci e le tre ombre della vostra settimana?