Lights and Shadows # 27

Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Eccoci ritrovati con questa rubrica che molti di voi conosceranno con altri nomi, infatti me l’hanno gentilmente ceduta Alice del blog Stargazer’s Tides, Rowan del blog Ombre Angeliche e Reina del blog Il Portale Segreto
Si tratta semplicemente di riportare le tre cose migliori (luci) e le tre peggiori della mia settimana (ombre).
Tre luci:
 
– Sono tornata a Triora dopo molto tempo che non ci andavo e ho passato un bel pomeriggio =D
– Abbiamo un nuovo membro in famiglia: la splendida gattina Penny! *_*
– Questa settimana abbiamo avuto la conferma che tra una decina di giorni partiremo per la Sicilia!
Tre ombre:
– La stanchezza e il non riuscire a dormire di notte per l’ansia
 
– Il freddo notturno
 
– Affrontare i miei genitori per portare la gattina a casa xD
E adesso ditemi: quali sono le tre luci e le tre ombre della vostra settimana?
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Recensione: “La collezionista di cose perdute” di Alexis M. Smith

Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco!

Torno sul blog con una nuova recensione. Ho terminato da un po’ di tempo la lettura di questo libro, che passo subito a recensirvi.

Autore: Alexis M. Smith
Editore: Frassinelli
Pagine: 182
Prezzo: 18,50 euro
Trama: Ci sono luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, dove gli affetti hanno preso la forma morbida ed elegante di un libro dedicato con amore, di un abito portato solo una volta, di una cartolina spedita da città magiche riflesse nella luce trasparente di placidi canali. Per Isabel, che ha vent’anni e negli occhi l’immagine struggente della sua terra d’origine costellata dai ghiacci, quei luoghi sono diventati famiglia e amici: nelle botteghe traboccanti di vecchi oggetti, lasciati indietro da altri, cerca e raccoglie le tracce di storie passate e di posti da sogno. Lì, Isabel colleziona piccole cose che qualcuno ha abbandonato, testimoni muti di magnifiche esistenze intorno alle quali la ragazza ricama con fantasia e tenerezza. Per esempio, chi avrà indossato lo splendido vestito esposto nel suo negozio vintage preferito? Forse una donna innamorata, come è lei ora? Isabel si è innamorata. Non sa come sia successo, però Spoke, il collega che le sistema il computer in biblioteca, dove lei restaura testi antichi, le fa venire voglia di appartenergli. È perfetto, così discreto, gentile, disponibile e pieno di attenzioni. Tanto che Isabel comincia a raccontarsi una storia nuova, non intessuta dei ricordi e delle cose altrui, ma quella che potrebbe nascere dall’incontro con Spoke. E per sapere come andrà a finire che un giorno, finalmente, Isabel si compra quel vestito vintage a cui pensava da tempo, entra nel ristorante dove lui sta pranzando, e si siede al suo tavolo…
Voto:

Recensione:
Non avevo grandi aspettative nei confronti di questo libro e adesso, a lettura conclusa, posso affermare con certezza che il prezzo assegnato a questo volumetto è decisamente eccessivo, ma andiamo con ordine.
Isabel ha 28 anni e lavora in una biblioteca, come restauratrice di volumi antichi e danneggiati. 
Un lavoro che ogni bibliofilo del mondo vorrebbe svolgere. Il suo sogno più grande è quello di andare ad Amsterdam, seguito dal desiderio di poter amare apertamente Spoke, suo collega all’interno della biblioteca ed ex soldato. Ma la cosa più particolare di Isabel è che colleziona storie: le piace gironzolare nei negozi dell’usato alla ricerca di oggetti che abbiano storie da raccontare, storie che lei inventa e reinventa grazie alla sua fervida fantasia. E’ così che inizia a recuperare vecchie cartoline, foto dimenticate e quant’altro. Isabel ci conduce nel suo mondo delicato, dai contorni sfuocati, a cavallo tra passato e presente, tra sogno e realtà.
Il linguaggio usato dall’autrice è semplice, a tratti metaforico e fiabesco. Lo stile di questo suo romanzo d’esordio è insolito: nonostante la storia in esso contenuta sia molto semplice e lineare, l’autrice riesce ad immergere il lettore in un’atmosfera quasi onirica. Le immagini, i ricordi e gli avvenimenti sembrano delle istantanee dai contorni sfuocati, bozzetti impressionistici dal sapore malinconico e nostalgico. Il ritmo della narrazione è lento, poichè all’interno del romanzo non vi è azione, tuttavia il libro scorre via in poche ore.
Le descrizioni sono precise e minuziose, soprattutto quelle che riguardano le situazioni narrate. Lasciano più adito alla fantasia quelle dei personaggi, la cui fisicità resta appena abbozzata.
Di questi ultimi, non si può dire che siano ben caratterizzati; l’unico personaggio che il lettore riesce a conoscere abbastanza bene a storia conclusa è Isabel, la protagonista, che per certi versi mi ha ricordato me stessa. Sognatrice, ingenua, semplice e fantasiosa, Isabel si dimostra fin dalle prime pagine una compagna di lettura particolare: lavora in biblioteca e vive di storie e di ricordi, che colleziona gelosamente. Ha un carattere dolce, pacato, e un animo raffinato; colleziona storie di vite passate, divertendosi ad immaginare i vecchi proprietari degli oggetti che recupera tra gli scaffali dell’usato. Questo libro è la sua storia, o meglio, una piccola finestra sulla sua vita, di cui l’autrice ci racconta degli sporadici episodi che si susseguono come veloci fotogrammi di un filmato in bianco e nero logorato dal trascorrere del tempo.
Si potrebbe dire che la trama è quasi del tutto inesistente, poichè la storia narrata in questo breve romanzo non conta molti avvenimenti. Le vicende narrate riguardano esclusivamente la vita di Isabel, i suoi ricordi d’infanzia che si intrecciano con il suo trasognato presente senza un vero filo conduttore, quasi come fossero i pensieri raccolti distrattamente dalla protagonista in un diario personale.
E’ un libro poco incisivo, che ritengo sia quasi privo di carattere, proprio perchè in esso manca lo scheletro di una trama. Lo stile dell’autrice mi è sembrato immaturo, anche se in questo libro ha gettato le basi per divenire qualcosa di unico, particolare e personalissimo. Infine, la storia non è riuscita a coinvolgermi, mi ha trasmesso poco, lasciandomi una strana sensazione di vuoto.
Come avrete capito, si tratta di un libro particolare; non mi sento di sconsigliarlo, potrebbe essere una lettura adatta a chi desidera qualcosa di molto leggero, anche se non del tutto spensierato, e malinconico come l’ultimo tramonto d’estate.
Se siete persone pretenziose nella lettura vi sconsiglio questo libro, da cui rischiereste di rimanere delusi.
 
Voi che ne pensate? Lo avete letto?
 

Scrivivendo # 1

Bentornate nella mia Foresta Incantata creature del bosco!

Oggi sono lieta di presentarvi questa nuova rubrica, che ho tenuto da parte per un po’ appositamente per voi. 

Scrivivendo è una rubricai nventata da me che non avrà cadenza fissa. In che cosa consiste? Come è facilmente intuibile dal titolo, tratterà di scrittura, la mia più grande passione. Il titolo nasce dall’unione di due parole: scrivere vivendo, perchè in fondo per poter scrivere bisogna anche saper vivere le situazioni che si hanno intenzione di raccontare, sia nella fantasia che nella realtà. In questa rubrica vi offrirò dei piccoli consigli di scrittura, quelli che mi sento di darvi in base alle mie esperienze (dato che non sono una professionista), a volte servendomi di citazioni famose per iniziare un discorso che ritengo importante, altre volte raccontavi qualche aneddoto che mi è capitato.

Finite le presentazioni, che dite, cominciamo?

Oggi volglio parlarvi di una regola che ormai considero fondamentale, e cioè:

Scrivi solo di cose che conosci bene.

Questa frase è diventata per me una sorta di dogma, la regola prima per iniziare ogni nuova storia, ogni nuova avventura da raccontare su carta. Perchè la storia che abbiamo in mente sia efficace e proceda senza intoppi, dobbiamo essere sicuri di quello che scriviamo, dobbiamo conoscere la materia con cui abbiamo intenzione di lavorare meglio delle nostre tasche. Sembra una cosa banale, ma vi assicuro che non lo è affato! Vi faccio degli esempi pratici. 

Vogliamo scrivere un romanzo ambientato nella realtà; il primo quesito che ci si presenta a questo punto è: dove? 

Mettiamo caso che il nostro romanzo sarà ambientato in una città. Potremmo decidere di ambientarlo per esempio a New York, ma non ci siamo mai stati. Possiamo allora descrivere con sicurezza una città di cui non conosciamo praticamente  niente? La risposta è, ovviamente, no. Se vi state ancora chiedendo il perchè, provate ad immaginare come potreste far muovere il personaggio X all’interno di New York senza conoscerne le vie, i negozi in esse presenti, il tipo di gente che gira per le strade di New York, il traffico stradale, ecc. A questo punto converrete con me che l’impresa potrebbe risultare alquanto faticosa.

Questo è uno dei motivi principali per cui da quando ho iniziato a scrivere (e cioè da quando andavo alle scuole medie) ho sempre evitato di ambientare le mie storie in luoghi reali. Lavorare di fantasia è molto più semplice, poichè ci permette di inventare luoghi e situazioni del tutto nuovi, magari ispirandoci alla vita reale, ma senza sentirci vincolati da posti che esistono realmente. Solo due anni fa ho deciso di sfidare me stessa e descrivere posti esistenti, ambientandoli nella mia città o in centri abitati limitrofi al mio.

La regola però non vale solo per i luoghi, ma anche per le situazioni, i mestieri, le epoche e un’inifinità di altre cose.

Se un nostro personaggio è uno spadaccino professionista, o dobbiamo conoscere in partenza  le regole della scherma (medievale o moderna, dipende dall’occorrenza) e i diversi tipi di armi, oppure dobbiamo procurarci questo tipo di conoscenze tramite lo studio. Qui si sfocia già nell’argomento “Documentazione” però, che vorrei trattare più avanti con la dovuta calma…

Questo genere di problemi mi si è sempre presentato nei miei scritti, sia nel passato che nel presente. 

Ricordo ancora un giorno in cui dovevo scrivere di una guaritrice che doveva curare le ferite di un personaggio… ho trascorso almeno due giorni per decidere a quale rimedio farle utilizzare, cercando in tutti i libri che avevo in casa sulla fitoterapia per non incorrere nelle ire degli erboristi esperti che in un futuro (assai lontano) potevano incappare nelle mie maldestre pagine e nelle cure prive di fondamento della suddetta guaritrice xD (tra parentesi: è così che è nata la mia passione per la fitoterapia e l’erboristeria *_*)

Il mio modestissimo consiglio finale è quindi questo: se siete alle prime armi e non avete ancora mai scritto niente di importante, iniziate a scrivere di cose che sono alla vostra portata, di ambienti, materie, situazioni che conoscete bene e che padroneggiate.

Con questo concludo il primo appuntamento di questa rubrica, sperando che vi sia piaciuta, ma soprattutto che vi sia utile!

A presto =)

Teaser Tuesday # 49: “Perduti tra le pagine” di Margherita Oggero

Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco ^^

Eccomi di nuovo qui, a pubblicare un post di questa carinissima rubrica. Prima di cominciare, ricordo a tutti gli ingredienti che la costituiscono:

– il libro che stai leggendo

– una pagina aperta a caso

– copiane un pezzo evitando accuratamente gli spoiler

– rivelare autore e titolo del libro

Questa settimana ho iniziato un libro simpatico, che ho avuto modo di presentarvi nella puntata de “Il Gufo Postino” di giovedì: “Perduti tra le pagine” di Margherita Oggero. Ecco qui il mio estratto di oggi:

I bambini sgambettano inavvertiti tra la folla e poi, verso il fondo del padiglione 2, imboccano una scaletta dal mancorrente rosso, approfittando del fatto che gli addetti alla sorveglianza si sono allontanati di un paio di passi per sedare l’eccessiva e fastidiosa esuberanza di una dozzina di ragazzotti che impediscono il passaggio ai visitatori. Arrivati al primo piano della galleria (dove ci sono gli uffici ormai semideserti dei fornitori di servizi agli espositori), si infilano in un disimpegno e avanzano sino a trovarsi davanti un’altra scaletta. Eccitati dall’esplorazione, si avventurano anche su quella e approdano al secondo piano.

(pag.92) 

Qual è il vostro estratto?

Magie in Cucina # 6: Ciambella vaniglia, cocco e cioccolato!

Bentornati nella mia Foresta Incantata! 

Dopo tanto tempo torno a proporvi una nuova ricetta, sperimentata da me proprio qualche giorno fa =) Nel bosco si è sparso il profumo della mia torta appena sfornata ed è finita quasi subito!

Si tratta di una torta leggera e dal sapore delicato, che ben si adatta alla colazione, ma anche a uno spuntino pomeridiano. 

Ecco qui gli ingredienti, presi direttamente dal mio librone di ricette:

Se non li leggete chiaramente, potete cliccare sull’immagine per ingrandirla.

Prima di spiegarvi il procedimento e mostrarvi il risultato, vorrei fare delle piccole premesse:

– La ricetta prevede l’utilizzo della farina di cocco, come vedete negli ingredienti. Se Non vi piace potete tranquillamente evitarla.

– Per la torta io ho usato sia il baccello di vaniglia che la vanillina, ma ho notato che il sapore non è molto diverso da quello che hanno le torte fatte con l’aroma in boccetta, per cui potete mettere quello che preferite. Il baccello di vaniglia è un po’ più costoso, ma è anche più naturale. Nel caso ne usiate metà, come da ricetta, l’altra metà si può conservare in frigorifero per due o tre giorni.

– Per arricchire un po’ la torta potete aggiungere agli ingredienti un po’ di granella di mandorle o nocciole a piacere, che a parer mio ci starebbero molto bene.

Come si fa:

Per prima cosa, ungere e infarinare una teglia, poi metterla da parte. 

Mettere il latte in un pentolino insieme al baccello di vaniglia tagliato a metà nel senso della lunghezza, accendere il fuoco e appena il latte inizia a bollire spegnere la fiamma e lasciare intiepidire.

In una terrina capiente rompere le tre uova e versare lo zucchero, lavorare il composto finchè non sarà morbido e spumoso.

A questo punto, accendere il forno a 180° per scaldarlo bene prima di infornare il dolce.

Aggiungere all’impasto il cocco e l’olio e mescolare. Quando saranno bene incorporati versare a poco a poco la farina girando bene per evitare la formazione di grumi, e la vanillina.

Estrarre il baccello di vaniglia e togliere tutti i semi in esso rimasti, mettendoli nel latte e mescolando. Il baccello a questo punto si può eliminare. Mettere la bustina di lievito nel latte aromatizzato alla vaniglia; diventerà così spumoso. Versarlo dunque sull’impasto della torta e mescolare il tutto finchè il composto sarà omogeneo, aggiungere le gocce di cioccolato a piacere e versare il tutto nella teglia. Infornare e cuocere per 40-45 minuti. 

Una volta cotto, lasciare raffreddare il dolce e cospargerlo poi di zucchero a velo.

Ed ecco qui la mia ciambella, sfornata, tagliata e… divorata! Gnam!

Fatemi sapere se la farete anche voi, in tal caso vi auguro buon appetito ^^

Fonte: http://www.chefcecio.it/dolci/ciambellone-cocco-vaniglia-e-cioccolato/

Settimana Stregata # 26

Bentornati nella mia Foresta Incantata e buon inizio settimana a tutti!

Questa rubrica serve forse più a me che a voi, ma vi terrà aggiornati sugli appuntamenti settimanali del blog.

Come potete notare, questa settimana inaugurerò una nuova rubrica che spero possa entusiasmaarvi =) non perdetevela, mi raccomando!

 Vi aspetto più tardi con una nuovissima puntata di “Magie in Cucina”!

Lights and Shadows # 26

Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Eccoci ritrovati con questa rubrica che molti di voi conosceranno con altri nomi, infatti me l’hanno gentilmente ceduta Alice del blog Stargazer’s Tides, Rowan del blog Ombre Angeliche e Reina del blog Il Portale Segreto
Si tratta semplicemente di riportare le tre cose migliori (luci) e le tre peggiori della mia settimana (ombre).
Tre luci:
 
– Dopo tanto tempo sono tornata al ristorante cinese… che buono! =P
 
– La cena a sorpresa a casa dei miei nonni *_*
 
– Finalmente ho ripreso a scrivere! Dopo due mesi di quasi totale inattività, le storie hanno cominciato a tornarmi sulla punta delle dita, e io ne sono felicissima!
 Tre ombre:
 – Non essere libera di fare quello che voglio e non avere i miei spazi
 
– E’ tornato il freddo e la sera fatico ad addormentarmi col letto ghiacciato >_< e meno male che tra poco siamo a giugno…
 
 – E’ tutta la settimana che ho una fame tremenda, ma mi conviene tenerla a bada se non voglio diventare una mongolfiera xD
 
E adesso ditemi: quali sono le tre luci e le tre ombre della vostra settimana?