A tu per tu con… Marina Pratelli, autrice di “Inattesa sul mare”!

Bentornati nella mia Foresta Incantata!

Finalmente torno con una nuova intervista, che vi avevo promesso già la scorsa settimana. Ospite sotto le fronde del mio bosco questa volta è la carissima Marina Pratelli, che ha pubblicato da poco il suo ultimo libro, “Inattesa sul mare”, che vi ho recensito sul blog (per leggere il post, clicca qui).

Non voglio farvi attendere oltre, quindi…

Ciao Marina! Presentati ai lettori del blog.

Ciao Mirial, ciao a tutti gli amici del tuo bellissimo blog. Mi chiamo Marina, ma questo lo sapete già… Sono nata a Milano, in un periodo particolare in cui si gridava “l’immaginazione al potere” e si sognava di cambiare il mondo. Poi si è visto come è andata a finire, ma qualche briciola di quelle illusioni mi è rimasta evidentemente appiccicata addosso, perché continuo a sperarci e a combattere, nell’unico modo che conosco, cioè scrivendo, ma anche come  attivista per i diritti umani, l’ambiente e gli animali, sia in rete che “fisicamente”. Vivo da molti anni a Ventimiglia, una piccola città al confine con la Francia che a poco a poco ha sostituito nel mio cuore la mia metropoli, regalandomi la serenità di una vita tranquilla (a volte troppo, ma non si può avere tutto, dicono…) e soprattutto il mare, che ho sempre amato tanto. Ora non potrei più tornare indietro, anche se il mondo dell’editoria qui è troppo lontano, in tutti i sensi, e per chi vuole scrivere le difficoltà, sempre presenti in questo settore, aumentano vertiginosamente. Ma a volte le buone opportunità capitano, ed eccomi qui =)

Da quanto tempo scrivi e come è iniziata questa tua passione?

Mio padre era scrittore e giornalista. Ho respirato fantasia e inchiostro dalla nascita, lo vedevo scrivere, mi piaceva quando mi leggeva qualcosa o quando mi faceva addormentare raccontandomi favole che inventava per me, anche reinterpretando i grandi classici, come “Via col Vento”, “Guerra e Pace”, “Cime tempestose” e tanti altri, e facendoli “recitare” a bambole e orsacchiotti =) È così che ho iniziato ad amare le storie e il gusto di raccontarle, devo a lui questa grande passione. A diciotto anni ho pubblicato il mio primo racconto su un periodico femminile, e da quel momento non ho più smesso di occuparmi delle parole, che fossero articoli, novelle, inchieste, critiche musicali, poesie o servizi in radio e tv. Ho anche fatto l’editor per la Mondadori Harlequin… Ebbene si, lo confesso, sarà per questo che ora detesto le storie troppo sdolcinate?

Per anni ho lavorato a Radio Montecarlo, curando l’informazione, e lì ho imparato a limitarmi, a sintetizzare i concetti in poche righe, a sfrondare senza pietà! Molto utile se si vuole raccontare qualcosa senza seppellire gli eventuali lettori con montagne di pagine =)  

Per essere scrittori bisogna essere prima di tutto buoni lettori: i tuoi generi preferiti e i libri più belli che tu abbia letto.

Uh, questa è una domanda da dieci milioni di dollari! Nella mia vita ho letto un’infinità di libri, pensa che ho iniziato a leggere che non andavo ancora a scuola e ne son passati di anni =)

Ho letto davvero di tutto, dai romanzi ai saggi, ai testi di psicologia, politica e religione… Sono sempre stata curiosa e la curiosità penso sia la spinta primaria alla lettura. Ho un brutto difetto però: i libri li divoro con tanta voracità se mi piacciono, e uno dopo l’altro, da fare poi confusione nei ricordi. Se non mi piacciono invece, li abbandono subito, dalle prime pagine. A volte capita, ad esempio mi è successo con Kundera e con certi classici russi. Tra i miei preferiti c’è “Il piccolo principe”, letto e riletto sempre con gioia e commozione, una certa produzione noir d’autore, come quelli di De Cataldo (“Romanzo criminale” ad esempio), il primo Andrea De Carlo (conosciuto a una presentazione a Bordighera, un affascinante affabulatore :-)) qualche titolo di Lucarelli, Stefano Benni, che trovo geniale. Tra gli scrittori stranieri, ho letto recentemente, amandolo, Johnathan Safran Foer e i suoi bellissimi “Molto forte, incredibilmente vicino” e “Ogni cosa è illuminata”, che hanno il pregio di trattare argomenti serie  forti con un’incredibile ironia e leggerezza. Sicuramente tra qualche minuto mi verranno in mente decide di altri titoli e autori… chiedo umilmente perdono =) 

Tu sei di Milano: cosa ti ha spinto a trasferirti a Ventimiglia? Dal tuo romanzo sappiamo che è una città di confine in cui si mescolano diverse realtà… quindi quale ragione ti ha spinto a vivere qui e quale rapporto hai con questa città ricca di storia e di cultura? Cosa ti ha spinto a scrivere una storia ambientata tra le sue vie?

In Liguria venivo in vacanza fin da piccola, molti dei miei ricordi più belli sono legati a questi luoghi. Un giorno, nel lontano 1987, mi si è presentata l’opportunità di un lavoro che avevo sempre sognato, dopo tanta “gavetta”: la responsabilità del notiziario di radio Montecarlo. Naturalmente era un impegno che prevedeva il trasferimento, e io non ho esitato, essendo un posto che già conoscevo e gradivo. Il lavoro è finito dopo sette anni, ma la mia vita è proseguita qui, e non me ne sono (quasi) mai pentita 🙂

Ventimiglia è una cittadina particolare, la scopri e impari ad apprezzarla goccia a goccia, come una bevanda mai assaggiata, che al primo sorso lascia perplessi. Ho i miei posti preferiti, quelli che chiamo i miei luoghi sacri, in cui mi confondo con la Natura, la Terra, il Mare, le pietre antiche del centro storico, la foce del Roja. Ecco, il romanzo è stato un omaggio ai luoghi che mi hanno accolta e fatta stare bene, una forma di ringraziamento che mi bruciava dentro da tanto, e finalmente, per me, è uscito.

Per i due protagonisti della tua storia ti sei ispirata a qualcuno di reale? In cosa ti somigliano?

Francesco e Miro sono un misto di fantasia e realtà, una specie di collage di immagini, idee e comportamenti che ho colto qua e là, anche tra i miei ricordi di famiglia. Francesco era il nome di mio nonno, ad esempio, anche lui uomo del Sud, e i tratti sono simili a quelli di una persona che conosco. Miro, o almeno la sua storia, sono ispirati da un amico croato, Milan, che non c’è più da qualche mese. Anche lui era fuggito dalla guerra, negli anni Novanta, e forse nascondeva un segreto doloroso. Quanto alle sue caratteristiche fisiche, beh, ho descritto semplicemente l’uomo dei miei sogni =)  Francesco mi somiglia per certi furori improvvisi, per certe impazienze, Miro sono io per molti aspetti, dall’amore per gli animali a quello per la musica e la poesia, e per una certa pigra indolenza un po’ fatalista che a volte mi caratterizza. Ma credo che chiunque scriva dissemini briciole di se stesso nei suoi personaggi =)

Nel tuo romanzo ricorre una data, il 23 agosto, che diviene quasi il perno della storia attorno al quale ruotano le vicende narrate. Tu dai importanza alle date e alle ricorrenze?

Il 23 agosto è frutto del caso. Io credo molto nelle fatalità, negli intrecci che si diverte a regalarci il destino. L’ho sempre immaginato come un burattinaio che muove i nostri fili, a volte con un sorriso, altre con un ghigno maligno, e noi possiamo sottrarci al suo influsso solo con grande determinazione. Ma è un discorso lungo e complesso, su cui sto ancora lavorando, in verità =) tanto che il mio primo libro, uscito nel 2010, l’ho chiamato per scaramanzia “Il destino che non c’è”… Comunque, nel romanzo, cercavo una data che riassumesse alcune caratteristiche, come l’estate, un determinato periodo della guerra in Bosnia e un avento storico. Il 23 agosto del 1927, negli Stati Uniti furono giustiziati, innocenti, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, colpevoli solo di essere immigrati italiani, e anarchici. Un concetto che si adattava alla perfezione a quello che volevo esprimere nel libro, ovvero il rifiuto di ogni pregiudizio. Per rispondere finalmente alla tua domanda… Sì, per me le date sono importanti, le ricorrenze ancora di più. D’altronde, il writer geniale di cui ho riportato la frase in copertina ha racchiuso tutto in poche parole. “A che serve passare dei giorni, se non si ricordano?” 

So che ami molto gli animali… ne hai di tuoi a casa o randagi? Presentaceli =)

Gli animali sono i miei grandi amori, ancora più grandi dello scrivere, perché sanno regalare molto di più, chiedendoti in cambio molto di meno. Per me sono tutti di pari dignità e ugualmente degni di rispetto, tanto che sono tendenzialmente vegetariana, e per qualche anno sono riuscita ad esserlo del tutto. Poi ho dovuto sospendere, ma non dispero di riuscire a mettere ancora insieme il cuore e il corpo.

Ammetto di avere un occhio di riguardo per i gatti ^^ 🙂 Due abitano con me, Lulù, la mia prima micia, tigrata a pelo lungo, simile a una linciotta, ora anziana purtroppo, ma ancora in… zampa! E Easy, in origine Isidoro per la fame da lupetto, rosso dorato e bonaccione. Lei era stata abbandonata in un giardino, lui figlio di randagi. Poi, nell’ufficio di mio marito, vive Melò, così chiamato per il suo melodrammatico salvataggio dal tetto di un ristorante, dove l’aveva mollato la mamma, la decana dei randagi della Marina. Un cucciolo bellissimo col pelo lungo bianco e nero che mi guardava fisso, ogni volta che passavo, finchè non mi sono arrampicata per recuperarlo, precipitando dal tetto 🙂 un vero gatto di marmo (io, eh?). Ora ha quasi 10 anni e fa una vita splendida, amato e protetto, ma libero. Eh, ne ho curati tanti nel quartiere, e tanti ne ho perduti, con grande sofferenza. E’ vero, non si possono salvare tutti, ma fa male lo stesso.

L’editoria: quali consigli vuoi lasciare a tutti gli scrittori che attendono ancora il loro esordio?

Purtroppo non esistono ricette magiche, puoi essere bravissimo e non avere mai l’occasione giusta, o il contrario ( e di esempi, per questi ultimi, ne abbiamo tanti, vero?). Conta molto la fortuna, per riuscire a pubblicare, a meno che non si cada nella trappola degli editori a pagamento. Ecco, questo mi sento di consigliarlo: se credete in quello che fate, che scrivete in questo caso, mai e dico mai fatevi tentare da quella scorciatoia, la più antipatica e secondo me frustrante, oltre che onerosa. Non vi scoraggiate, partecipate a concorsi seri, mandate il vostro lavoro ovunque, sottoponetelo a riscontri presso persone fidate e che se ne intendono, accettate i consigli con umiltà.Da tutti si può imparare qualcosa. Curate l’italiano, anche se può sembrare scontato. È una lingua bellissima e ricca, non impoveriamola utilizzando sempre gli stessi termini. E poi, ricercate la semplicità anche se sembra un controsenso. Vale la regola del togliere, non quella dell’aggiungere, la storia ne guadagnerà in scorrevolezza. Tutto questo, ovviamente, lo suggerisco con il capo cosparso di cenere e la consapevolezza di avere milioni di kilometri da fare ancora prima di considerarmi una scrittrice:-) e con la triste consapevolezza che non potrebbe esserci un momento più difficile per tentare l’impresa. Ma nessuno viene a casa a pregarti di concedergli l’onore di pubblicare il tuo manoscritto, quindi bisogna stringere i denti e non arrendersi alla prima delusione.

Hai altri progetti letterari in corso?

Certo! Un progetto ancora precedente a “Inattesa sul mare”, infatti è più misterioso e “magico”, come il primo. Sempre ambientato da queste parti, protagonista una donna, questa volta, e, naturalmente, un gatto! 

Poi ho un po’ di racconti da ultimare, qualche favola… Ma tutto dopo l’estate, ora mi godo il mare =)

L’intervista è finita, grazie per essere stata mia ospite sotto le fronde degli alberi della mia foresta! 

Grazie infinite a te, Mirial, per avermi accolta in questo magico mondo, e avermi dedicato tempo e gentilezza. Grazie a coloro che, passando tra i tuoi alberi, si sono soffermati pazientemente. Continuerò a seguire le tue tracce con piacere, in attesa di leggere il tuo libro =)

A presto!

Che ne pensate? Spero che l’intervista sia stata di vostro gradimento, Marina è davvero una bella persona =) Tutte le foto presenti nel post sono state fornite gentilmente da lei, molto belle, non trovate?

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Libri che… non ricordo di cosa parlano (#23)

Bentornati nella mia Foresta Incantata!

Questa rubrica la condivido con la mia gemellina Reina del blog Il Portale Segreto e ci terrà compagnia a martedì alterni. Essa consiste nel presentarvi fino a un massimo di sette libri inerenti uno stesso tema scelto di volta in volta da noi. Per ognuno di essi spiegheremo brevemente i motivi che ci hanno indotto a sceglierlo. Se volete partecipare, potete postare i vostri libri inerenti al tema della settimana in un commento sotto al post =)

Il tema da noi scelto questa settimana è:

Libri che non ricordo di cosa parlano

Ehm… premetto che non ricordo quali libri non ricordo XD cominciamo bene, vero? Ad ogni modo sono riuscita a scovare questi:

“La guerra degli elfi” di Herbie Brennan: ricordo che me lo regalò mia mamma quando ero ancora bambina e lo amai davvero molto, al punto che divenne uno dei miei preferiti. Non sapevo che ne sarebbe stata tratta una saga (che alla fine non ho letto). Comunque sia non ricordo niente (o quasi) di questa storia, sarà perchè l’ho letta davvero troppo tempo fa, ma credo non sia valida come scusa XD

“L’ultimo elfo”, di Silvana De Mari: questo l’ho comprato quando ero ragazzina. Volevo condividere una lettura con mia sorella, che allora era piccina picciò (avevo l’abitudine di leggerle i libri). Non lo abbiamo mai finito, però in ogni caso non mi ricordo niente di quello che le ho letto O_O tant’è che avevo intenzione di rileggerlo quest’anno, ma temo di non farcela XD

“La figlia dell’Imperatore”, di Beatrice Solinas Donghi: ecco, di questo non ricordo proprio niente, ma NIENTE!!! Quindi cosa potrei raccontarvi? Niente! XD

E voi? Quali sono i libri che non ricordate?

 

 

Il Riflesso dell’Anima # 7

Bentornati nella mia Foresta Incantata!

Il Riflesso dell’Anima, rubrica creata da me e Reina del blog Il Portale Segreto, consiste nel postare una citazione o un brano tratto da un libro, film, canzone o altro che che ha fatto vibrare le corde della nostra anima associandola a un’immagine. Sarà una rubrica che rispecchia il nostro io più profondo. Non avrà cadenza fissa, sarà dunque occasionale, ed entrambe la gestiremo in modo indipendente l’una dall’altra.

Ecco qui dunque la mia immagine a la mia citazione di oggi:

Molte donne sono sensibili come la sabbia è sensibile all’onda, come gli alberi lo sono alla qualità dell’aria, come una lupa può percepire un’altra creatura che a un chilometro di distanza si addentra nel suo territorio. Lo splendido dono delle donne così “accordate” è di vedere, sentire, percepire, ricevere e trasmettere immagini e idee e sensazioni con la velocità di un lampo. Per lo più, le donne riescono a percepire il minimo cambiamento di umore negli altri, sanno leggere sui volti e sui corpi – e spesso in una pletora di piccolissimi indizi che si fondono per confermarle che sa che cosa avviene nella testa degli altri. Per usare tutte queste doti selvagge, le donne restano aperte a tutto. Ma questa apertura rende i loro confini vulnerabili, esponendole alle ferite dello spirito.

Clarissa Pinkola Estés – Donne che corrono coi lupi

 Che ne pensate?

Lights and Shadows # 35

Bentornati nella mia Foresta Incantata!

Eccoci ritrovati con questa rubrica che molti di voi conosceranno con altri nomi, infatti me l’hanno gentilmente ceduta Alice del blog Stargazer’s Tides, Rowan del blog Ombre Angeliche e Reina del blog Il Portale Segreto

Si tratta semplicemente di riportare le tre cose migliori (luci) e le tre peggiori della mia settimana (ombre).

Tre luci:

– Sono andata a due feste popolari molto belle e ho comprato due canottiere da abbinare alle mie gonne lunghe *_*

– Ho fatto un regalo alla mia nipotina e mi ha ringraziato con tanti dolci bacini ^^

– Finalmente mi è arrivato un libro sulla Cristalloterapia che desideravo da tanto!

Tre ombre:

– Se le scorse settimane mi sono lamentata del caldo… mi devo ricredere: questa settimana è stato proprio terribile!!!

– Sono stanca e stressata perchè non ho tempo per me, per il blog, per i miei scritti e le mie passioni >_<

– Ho trascorso tutta la settimana a prepararmi per la fiera di domenica, e ho avuto anche dei fastidiosissimi imprevisti -.-‘

E adesso ditemi: quali sono le tre luci e le tre ombre della vostra settimana?

Cornamuse, Druidi e matrimoni =P

Bentornati nella mia Foresta Incantata! 

Dopo tanto, tantissimo tempo torno con un post chiacchieroso =) Sono settimane davvero piene queste per me… tra la correzione del mio romanzo prima della pubblicazione, il lavoro, la preparazione della fiera a cui parteciperò questa domenica e le feste popolari qua intorno sono davvero molto occupata e ho poco tempo per lasciare qualche mia traccia qui sul blog.

Sabato scorso sono stata ad una festa di paese: c’erano gruppi che suonavano musica folk, bancarelle e cibo a volontà =P La musica era bellissima e la gente ballava in gruppo; avete presente quei balli medioevali con i passi già prestabiliti? Ebbene, ballavano proprio così, e io mi sarei aggiunta molto volentieri, se non fosse che avevo appena finito di lavorare e avevo le gambe distrutte xD E’ stata comunque una bella esperienza, le note di quegli strumenti (flauto, ghironda, cornamusa, fisarmonica, chitarra…) hanno risvegliato in me la voglia di riprendere a suonare il Tin Whistle, è da un bel po’ che non lo suono! E’ incredibile come la musica possa risvegliare emozioni e sensazioni in noi sopite… e a me è venuta un’irrefrenabile voglia di passeggiare nei boschi, guardando gli alberi dal basso della mia statura, sentirmi piccola, ma comunque parte di un Tutto. Ho voglia di respirare a pieni polmoni la vita silvana, di immergermi fra i misteri della Natura e tornare quindi a proporvi la mia rubrica preferita, Lost in Nature.

Tutte queste sensazioni si sono accentuate il giorno seguente, cioè domenica, quando sono andata alla Festa dei Druidi di Bajardo, ve ne avevo parlato qui, vi ricordate? La Festa è stata molto semplice rispetto agli altri anni, ma ho passato comunque dei bellissimi momenti. L’evento è stato organizzato dall’Associazione culturale Terra Taurina, che si occupa di salvaguardare, diffondere e rievocare il patrimonio culturale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Ho avuto modo di assistere ad un autentico matrimonio celtico, che è riuscito ad emozionarmi. Ad officiare la cerimonia era il Druido, che ha invocato le divinità e gli spiriti degli elementi, proseguendo poi con gesti simbolici volti a sottolineare l’unione dei due giovani. Mi sono sentita a casa come rare altre volte mi è capitato: a Bajardo ieri c’erano molti pagani come me, ed è stato facile sentirsi parte di una piccola grande famiglia.

Dopo il matrimonio (che spero di fare anche io in modo simile un domani non troppo lontano) siamo andati ad ascoltare una piccola conferenza sulla storia dei celto-liguri. E’ stato interessantissimo notare come i popoli che ci hanno preceduti abbiano lasciato un segno indelebile nella nostra cultura, nel nostro modo di essere odierno. Non ci facciamo caso, ma il passato vive in noi più di quanto crediamo! Come alcuni di voi sapranno, sono molto attratta dalla cultura celtica, mi sono sempre chiesta il motivo e alla Festa dei Druidi forse ho trovato la risposta: il territorio in cui vivo è stato abitato in passato anche dai Celti. 

E’ per questo che do così tanta importanza al passato, alla storia, agli insegnamenti che da essa si possono trarre: spesso nel passato si celano le risposte ad alcune delle nostre domande. E questo è uno dei motivi che mi ha spinto ad appassionarmi ai beni culturali, inestimabili testimonianze di un mondo che non c’è più ma che ci appartiene, ci caratterizza e ci ha reso quelli che siamo.

Con questo io vi saluto, sperando di non avervi annoiato! Spero anche di riuscire molto presto a tornare attiva come qualche tempo fa, riproponendovi tutte le rubriche che ho lasciato in sospeso, per un motivo o per un altro.

Con la speranza che la vostra estate stia procedendo per il meglio, vi saluto e vi abbraccio!

A presto =)

 

Recensione: “Inattesa sul mare” di Marina Pratelli

Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco!

Finalmente torno a postare una nuova recensione qui sul blog! Mi sono accorta che era più di un mese che non ne postavo una O_O in questo mese ho letto, a rilento sì, però qualche lettura c’è stata… Il problema è che ho lasciato qualcosa a metà, nel frattempo ho letto anche un classico che però ho deciso di non recensire e adesso… eccomi qui! Bando alle ciance 😉

Autore: Marina Pratelli

Editore: Alzani Editore

Pagine: 157

Prezzo: 9,50 euro

Trama: Francesco, un contadino migrato dalla Calabria con la promessa sposa per sfuggire ai sicari della ‘ndrangheta che gli hanno sterminato la famiglia. Miroslav, un musicista, disertore della guerra in Bosnia, nauseato dalla violenza che gli ha segnato il corpo e lo spirito. Distanti per generazione, cultura ed etnia ma accomunati da un passato oscuro, approdano a Ventimiglia sospinti dal caso. Doveva essere solo una tappa, nel viaggio verso una nuova vita, invece diventa il luogo in cui fermarsi e ricominciare. E’ ancora il caso che li fa incontrare, regalando a entrambi l’occasione per riscattarsi e un’amicizia più forte delle diversità. Finché, un giorno, una misteriosa figura di donna li riporta indietro nel tempo.

Voto:

Recensione:  

“Inattesa sul mare” narra la storia di due uomini, legati dallo stesso destino e animati dagli stessi sentimenti, che si incontrano a Ventimiglia, città della Liguria di ponente posta sul confine con la Francia. Francesco, contadino clabrese, trascina dietro di sè un passato segnato dalla mafia, mentre Miroslav porta con sè le pesanti esperienze della guerra in Bosnia. Sono entrambi due fuggitivi, entrambi in cerca di salvezza e di una nuova vita da poter costruire. Francesco e Miro si ritrovano entrambi a Ventimiglia, si incontrano e diventano amici inseparabili. Ma il destino ha in serbo ancora qualcosa per loro… tutti i nodi vengono al pettine il 23 agosto a mezzanotte, sulle onde del quieto mare che tra i suoi flutti nasconde segreti e racconta al lettore i ricordi di Francesco e Miroslav.

Lo stile della narrazione è poetico, lirico, musicale. A tratti al lettore sembra quasi di leggere una poesia. Attraverso suoni, profumi e sensazioni, l’autrice sa evocare con maestria i luoghi della città da lei descritta, trasportandovi il lettore che si sentirà avvolgere dall’aria salmastra. Il linguaggio risulta a tratti semplice, a tratti più ricercato.

Come già ribadito, il romanzo è ambientato a Ventimiglia; a Marina va il merito di essere riuscita a cogliere con semplicità le caratteristiche salienti di questa cittadina, in cui convivono etnie diverse, dialetti diversi e in cui si assaporano culture a volte anche molto lontane tra loro. Le descrizioni sono esaustive e puntuali, mai eccessive nè prolisse. Con rapide, ma attente pennellate l’autrice delinea personaggi, luoghi e situazioni, creando così un piccolo affresco completo, su cui tutto è rappresentato in modo equilibrato.

I personaggi della storia sono quasi esclusivamente due, anzi tre: il burbero e simpatico Francesco, il tormentato ed eroico Miroslav, slavo fuggito dalla guerra, e il piccolo Pas, dolce cagnolino e compagno di avventure di Miro. I protagonisti creati da Marina Pratelli sono credibili, perfettamente verosimili e profondamente umani. I loro background ci vengono svelati sin dall’inizio, anche se nel loro passato si celano segreti che verranno confessati sul tramontare del libro. Ho amato molto le personalità ben congegnate di Francesco e Miro, abbandonarli alla fine del libro è stato doloroso e dolce allo stesso tempo. 

Ho apprezzato molto anche i temi presenti nel romanzo, che l’autrice non manca mai di puntualizzare inserendo piccoli e velati riferimenti nel testo. Le tematiche con cui Marina farcisce il suo libro, e anche quelle a lei più care, sono: il razzismo, l’accettazione, la paura del diverso, l’amicizia, la fratellanza, la violenza, il pregiudizio, l’animalismo, la compassione, la condivisione, il dolore, il rimpianto… Tutte queste tematiche, che hanno un certo spessore, sono racchiuse in un libro così breve, e vengono trattate dall’autrice con semplicità, senza mai renderle banali o sminuirle.

L’intreccio risulta semplice; passato e presente si alternano, scatenando con il procedere della storia emozioni forti nel lettore. All’interno del romanzo ricorre la data del 23 agosto, che funge da filo conduttore delle diverse vicende.

Mi è dispiaciuto conoscere fin dalle primissime pagine l’esito della storia, avrei preferito forse che l’autrice mi tenesse più con il fiato sospeso, vedendo magari anche più azione, ma tutto sommato la storia sa arrivare lo stesso al lettore, nella sua semplicità.

Un altro pregio del romanzo è quello di rivolgersi ad un pubblico ampio: lo stile semplice e facilmente comprensibilelo rendono adatto a ragazzini di 13 anni, così come anche a persone anziane, che facilmente riusciranno ad immedesimarsi nelle (dis)avventure di Francesco e Miro.

Trovo molto azzeccata alche la copertina, soprattutto la frase che si può leggere sulla foto, che sembra essere il motto del romanzo:

“A che serve passare dei giorni se non si ricordano?”

Consigliato a tutti coloro che desiderano gettarsi in una lettura piacevole che, paradossalmente, induce il lettore a pensare sì, ma con “spensieratezza”.

Che ne pensate? Se il libro vi ha incuriositi, tenete d’occhio il blog, perchè nei prossimi giorni pubblicherò l’intervista all’autrice 😉

A presto!

 

 

 

 

Teaser Tuesday # 52: “La Terra delle Storie – L’Incantesimo del Desiderio” di Chris Colfer

Bentornate nella mia Foresta Incantata, creature del bosco ^^
Eccomi di nuovo qui, a pubblicare un post di questa carinissima rubrica. Prima di cominciare, ricordo a tutti gli ingredienti che la costituiscono:
– il libro che stai leggendo
– una pagina aperta a caso
– copiane un pezzo evitando accuratamente gli spoiler
– rivelare autore e titolo del libro

Sto portando a termine la lettura de “La Terra delle Storie – L’Incantesimo del Desiderio” di Chris Colfer, eccovi qua l’estratto:

Alex gridò: “Aspetti!” con le mani che le coprivano il volto, disse: “Glielo deve!”
La strega tornò alla sua forma più piccola. “Glielo devo?” domandò.
“Certo, non è così che funziona?” disse Alex. “Le ha dato un’idea, e ora lei deve ricompensarlo con un desiderio!”
“Un desiderio?” chiese la strega.
“Un desiderio?” chiese Conner.
Alex annuì con decisione. La strega sbuffò.
“Sì, l’Assemblea Felici e Contenti ha appena emanato una nuova legge” disse Alez improvvisando. “Tutte le streghe a cui vengono regalate delle buone idee devono ricambiare il favore esaudendo un desiderio”.
 
(Pag. 137)
 
Qual è il vostro estratto di oggi?