Bilancio libri letti nel 2012!

Bentornati nella mia Foresta Incantata!
L’anno volge al termine e anche io ho preparato per voi questo post di bilancio dei libri letti in questo 2012. Per leggere la mia recensione sui libri citati cliccate sul titolo del libro.
Ho preso spunto da un meme compilato l’anno scorso, tanto per mantenere una linea guida, quindi… eccolo qui!

Quanti libri hai letto quest’anno?
32 libri (per un totale di 11289 pagine), quasi il doppio di quelli letti l’anno scorso! Ne sono davvero contentissima, anche se avrei voluto fare di più.

Quali sono i libri che ti hanno sorpreso?
“Eterna” di Victoria Alvarez, “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery, “La corsa delle onde” di Maggie Stiefvater. Sono tre libri da cui mi aspettavo poco o niente, e invece mi hanno del tutto sorpresa, avvolgendomi nelle loro atmosfere e trasportandomi in mondi nuovi e bellissimi.

E quali invece ti hanno deluso?
“Sono solo un gatto” di Helga Siersch, “Il diario delle fate” di J. Yolen e M. Snyder, “Le nebbie di Avalon” di Marion Zimmer Bradley. Al contrario di quelli precedenti, da questi tre libri mi aspettavo tanto e invece le mie aspettative sono state deluse.

Le letture più belle dell’anno:
“Eterna” di Victoria Alvarez, “Il mistero dei libri perduti” di Miriam Mastrovito, “Via col vento” di Margareth Mitchell, “L’ombra del vento” di C.R. Zafòn, “Il canto degli alberi” di M. Cornelia Giordani. Ho trovato in questi libri compagni fidati, mi hanno completamente catturata e alcuni di questi sono entrati a far parte della classifica dei miei preferiti!

Le letture peggiori dell’anno:
“Le nebbie di Avalon” di Marion Zimmer Bradley.

Quanti e quali libri hai riletto quest’anno?
Ho riletto 8 libri: l’intera saga di Harry Potter e “Streghe” di Robin McKinley. Sono soddisfatta delle mie riletture di quest’anno, in genere non sono solita rileggere i libri visto che ne ho anora molti da leggere per la prima volta nella mia libreria, però quest’anno ho voluto fare uno strappo alla regola e devo dire di aver fatto proprio bene!

Tutto sommato posso dire che questo 2012 sia stato un anno davvero soddisfacente per quanto riguarda le letture, la maggior parte dei libri che ho letto li ho trovati molto belli e piacevoli, solo due o tre libri non sono stati all’altezza delle mie aspettative. Inoltre quest’anno ho scoperto libri di generi diversi da quello che leggo di solito e ho scoperto mondi nuovi, compagni fidati e inaspettati… spero che il 2013 non sia da meno!
Qual è il vostro bilancio dei libri letti quest’anno?
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I fantastici libri volanti di Mr Morris Lessmore: una storia che spiega l’amore per i libri

Esiste un posto, quello là fuori, dove non esistono i colori. La vita scorre lenta, in bianco e nero. E’ un posto triste, dove le parole non esistono più. Esiste un ragazzo, un uomo, che rincorre la sua storia nell’occhio del ciclone e che viene catapultato nel luogo in bianco e nero, dove la sua storia è completamente da riscrivere perchè fra le sue pagine non è rimasta incollata neppure una lettera, figurarsi una parola!
Ma ecco, proprio quando chiude il libro ormai vuoto, sconosolato, il suo sguardo volge al cielo e… cosa c’è lassù? Una fata forse? Vola nel cielo e tiene in mano dei nastri su cui sono appesi dei libri volanti che la trasportano in chissà quale magico mondo, lontano, ma soprattutto a colori. Lei lo vede e gli dona uno dei suoi amici di carta, che si libra nell’aria e lo raggiunge, aprendo così un nuovo capitolo della sua vita. Il ragazzo lo segue e pian piano le sue guance tornano rosee e la sua cravatta rossa. Si porta dietro il suo libro, la sua storia dalla copertina vermiglia. Giunge in un luogo dove la carta prende vita, un luogo pieno di colori, suoni ed emozioni. Quella è la sua nuova casa, lui lo sa, così come lo sa il libro che lo ha accompagnato sin lì e come lo sanno tutti i libri che sono presenti in quella grandiosa ed accogliente dimora. Mister Morris Lessmore, è questo il nome del giovane, che leggendo, scrivendo e curando pazienti di carta diverrà uomo e poi anziano. 
La parola fine sta per essere scritta, la fine di una vita intera descritta in 15 minuti, la fine di una storia meravigliosamente toccante, profonda e sorprendente come un arcobaleno. Il libro rosso si chiude, ma un’altra storia sta per cominciare. Laggiù c’è una bambina dai capelli ramati raccolti in due code; il libro rosso di Mister Morris Lessmore le finisce tra le mani e dalle sue pagine esce un nuovo flusso di colori e di vita. E’ l’inizio di un nuovo ciclo che terminerà e avrà di nuovo inizio, perchè tutto ha un capo ed una fine, ma l’importante non è il traguardo, bensì il cammino che si fa per raggiungerlo.

E’ questa la mia recensione di questo meraviglioso video che ha letteralmente conquistato il mio cuore, purtroppo non posso postarvelo qui, ma posso lasciarvi il link: mettetevi comodi e preparatevi a vedere The fantastic flying books of Mr Morris Lessmore… dopo averlo visto vedrete le cose a colori, non più in bianco e nero =)

Meme Libri letti nel 2011!

Benvenuti!
Alla fine questo Meme approda anche qui su Sogni di una notte di luna piena 🙂 
Ringrazio Reina del blog Il Portale Segreto e Yvaine del blog Il Pozzo dei Sussurri per avermi proposto questa simmpatica iniziativa! 
Si tratta semplicemente di rispondere a 15 domande riguardanti le letture del 2011 e poi passare il Meme ad altri 5 blogger.
Bene, visto che le domande non sono poi poche… che ne dite di cominciare, senza troppi giri di parole? 😀

1) Quanti libri hai letto nel 2011?
Molto pochi… in tutto solo 17. Spero di rimediare nel 2012!

2) Quanti erano fiction e quanti no?
Ehm… perdonate l’ignoranza… cosa sono esattamente i libri “fiction”?!?

3) Quanti scrittori e quante scrittrici?
9 scrittori e 8 scrittrici.

4) Il miglior libro letto?
La trilogia del Mondo d’Inchiostro di Cornelia Funke.

5) E il più brutto?
Non ho letto libri davvero brutti l’anno appena trascorso, però se proprio devo scegliere, i libri che mi sono piaciuti di meno sono stati “Il drago di Ghiaccio” di George R.R. Martin, e “Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh. 

6) Il libro più vecchio che hai letto?
“Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare.

7) E il più recente?
“Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh.

8) Qual è il libro con il titolo più lungo?
“Paesaggio costituzione cemento – la battaglia per l’ambiente contro il degrado civile” di Salvatore Settis.

9) E quello col titolo più corto?
“Shanna” di Kathleen E. Woodiwiss.

10) Quanti libri hai riletto?
Uno…

11) E quali vorresti rileggere?
“Il meraviglioso Mago di Oz” di Frank Baum, la saga di Harry Potter (sì, tutta quanta, dal primo all’ultimo libro), “La Redenzione di Althalus” di David e Leigh Eddings e magari anche “Stardust” di Neil Gaiman.

12) I libri più letti dello stesso autore quest’anno?
Tre libri di Cornelia Funke.

13) Quanti libri scritti da autori italiani?
Due.

14) E quanti libri sono stati presi in biblioteca?
Nessuno, non amo i prestiti, preferisco comprarli e poterli tenere per sfogliarli e rileggerli ogni volta che voglio-

15) Dei libri letti, quanti erano ebook?
Grazie al cielo nessuno, non amo neppure questi 🙂


Finito il simpatico questionario, lo passo ad altri 3 blogger, anzichè a 5, visto che la maggior parte dei mie follower lo ha già compilato:

– Melinda del blog Dreaming on my own

– Sibilla del blog Lo scrigno di Sibilla

– Deb del blog Storie dell’altra Deb

Bilancio libri letti nel 2011!

Salve, salve!
Sì, lo so, sono leggermente in ritardo, ma… il tempo è quello che è, per cui meglio tardi che mai!
In questo post voglio fare un bilancio di tutti i libri letti nel 2011… sono pochi a dire il vero, solo 16, di cui due sono stati letti per motivi di studio, ma veniamo a noi, o questo post rischia di diventare veramente troppo troppo lungo!

I libri che ho letto l’anno appena trascorso sono:

Peter Pan, di James Matthew Barrie
 Voto: ****


Shanna, di Kathleen E. Woodiwiss

 Voto: ****

Il Codice da Vinci, di Dan Brown


Voto: *****


Sogno di una notte di mezza estate, di William Shakespeare

Voto: *****

La Tempesta, di William Shakespeare

 Voto: ****


Il Drago di Ghiaccio, di George R.R. Martin

 Voto: ***


Paesaggio, costituzione, cemento, di Salvatore Settis

 Voto: ***


Michelangelo, di Marta Alvarez Gonzalez

 Voto: ****


Cuore d’Ichiostro, di Cornelia Funke

 Voto: *****


Veleno d’Inchiostro, di Cornelia Funke

 Voto: *****


Alba d’Inchiostro, di Cornelia Funke

Voto: *****
Potete leggere la mia recensione della trilogia completa  cliccando qui.


Jane Eyre, di Charlotte Bronte

 Voto: *****
Potete leggere la mia recensione di questo libro cliccando qui.


Brida, di Paulo Coelho

 Voto: ***
Potete leggere la mia recensione di questo libro cliccando qui.

Il linguaggio segreto dei fiori, di Vanessa Diffenbaugh

 Voto: ***
Potete leggere la mia recensione di questo libro cliccando qui.


Il lupo e il filosofo, di Mark Rowlands

 Voto: ***
La Wicca – manuale della strega buona, di Laura Rangoni


Voto: ****

Per finire, vi lascio con una fotina di quasi tutti i libri che vi ho mostrato sopra, a presto!

Lavorare in libreria, lezione n.1:i clienti impossibili e l’ordine – Scoperte ed acquisti libreschi

Buonasera a tutti!
Ormai è una settimana che lavoro in libreria… la contentezza non è diminuita affatto, anzi! 
In questa settimana sono riuscita ad imparare qualcosina di nuovo, anche se molto poco in confronto a tutto quello che c’è da sapere… l’unica cosa però che voglio dire agli aspiranti librai è questa: aspettatevi di tutto dai clienti!!! Oggi in negozio è entrata una signora con un adattatore della corrente in mano e ha chiesto se ne vendevamo di simili… io stavo per scoppiare a ridere e la mia titolare l’ha guardata di traverso e le ha detto con gentilezza che quella non era una ferramenta, ma una libreria… che roba! Inutile dirvi che appena la signora è uscita non sono più riuscita a trattenermi! 
La libreria si trova in un edificio storico, dentro è divisa in due parti da un colonnato imponente sul quale poggiano delle stupende volte a crocera… questa settimana una signora è entrata in libreria solo ed esclusivamente per chiedere se quella era una chiesa prima… ma ci pensate?! Nel bel mezzo del lavoro, dei pacchetti regalo per Natale, in mezzo alle mille richieste dei clienti… è arrivata prorpio la ciliegina sulla torta per chiedere una cosa simile! Va beh… il mondo è bello perchè è vario. Poi arrivano i clienti che cercano di essere spiritosi e invece non lo sono neanche un po’, ci sono anche quelli insistenti che continuano a chiedere il titolo ipotetico di un libro anche se tu gli spieghi con tutta la pazienza di cui disponi che il libro che cercano non lo si trova nè in libreria nè su internet… Ci sono i clienti che non sanno cosa vogliono, ma che pretendono che tu sappia esattamente cosa fa al caso loro, ci sono quelli sfacciati che non si fanno alcun problema a dirti che i libri sono messi malissimo e che non sanno dove cercare perchè i libri non sono nell’ordine che vorrebbero loro… ma bisogna avere pazienza e sorridere sempre. 
Un’altra cosa che ho imparato in questa settimana è che l’ordine è FONDAMENTALE nelle librerie! La mia titolare è mooolto disordinata, lascia molte cose in giro… e ovviamente nei momenti di pieno diventa ancora più difficile mantenere una parvenza di ordine. Il risultato finale? Un grande, insormontabile, intricatissimo cahos che spetta a me mettere in ordine! E va beh, è tutta gavetta, no?! Io sono semplicemente felicissima di poter essere in una libreria non da cliente, ma come dipendente, quindi mi va bene qualsiasi cosa. 
In questa stupenda settimana sono riuscita a scoprire due libri che metterò sicuramente nella mia wishlist, e cioè “Red” di Kerstin Gier (con il suo seguito, Blue) e “La bambina di neve” di Eowyn Ivey,e  ne ho comprati altri due, “La Tempesta” di William Shakespeare e “L’ultima lettera d’amore” di Jojo Moyes. Approfitto dell’occasione per presentarveli brevemente:

“Red” di Kerstin Gier:
 
Per l’amica Leslie, Gwendolyn è una ragazza fortunata: quanti possono dire di abitare in un palazzo antico nel cuore di Londra, pieno di saloni, quadri e passaggi segreti? E quanti, fra gli studenti della Saint Lennox High School, possono vantare una famiglia altrettanto speciale, che da una generazione all’altra si tramanda poteri misteriosi? Eppure Gwen non ne è affatto convinta. Da quando, a causa della morte del padre, si è trasferita con la mamma e i fratelli in quella casa, la sua vita le sembra sensibilmente peggiorata. La nonna, Lady Arisa, comanda tutti a bacchetta con piglio da nobildonna e con l’aiuto dell’inquietante maggiordomo Mr Bernhard, e zia Glenda considera lei, Gwen, una ragazzina superficiale e certamente non all’altezza del nome dei Montrose. E poi c’è Charlotte, sua cugina: capelli rossi, aggraziata, bravissima a scuola e con un sorriso da Monna Lisa. È lei la prescelta, colei che dalla nascita è stata addestrata per il grande giorno in cui compirà il primo salto nel passato. Charlotte si dà un sacco di arie, ma Gwen proprio non la invidia: sa bene che si tratta di una missione pericolosissima non solo per la sua famiglia ma per l’umanità intera, e da cui potrebbe non esserci ritorno. E non importa se Charlotte non viaggerà sola ma sarà accompagnata da un altro prescelto, Gideon de Villiers, occhi verdi e sorriso sprezzante… Gwen non vorrebbe davvero trovarsi al suo posto. Per nulla al mondo… 
“La bambina di neve” di Eowyn Ivey:
Alaska, 1920. Un luogo incontaminato e brutale. Specie per Jack e Mabel, giunti in questo territorio selvaggio da lande molto meno aspre. La coppia, un po’ avanti negli anni, e senza figli, ha una vita dura, col lavoro atroce alla fattoria. Mabel, in particolare, oppressa dal rammarico di non avere figli, è sull’orlo della disperazione. La prima notte d’inverno Mabel e Jack tornano per un momento ragazzi e, tirandosi palle di neve, finiscono per costruire un pupazzo. Che prende la forma di una incantevole bambina di neve. Ma al mattino non c’è più nulla. E, in lontananza, una bimba bionda corre via tra gli alberi. La piccola, che dice di chiamarsi Pruina, torna più volte da loro. Pare una creatura dei boschi. Va a caccia di animali con a fianco una volpe, del tutto a proprio agio nelle lande innevate, è in grado di sopravvivere nell’asprezza dell’Alaska. Ma quale che sia la vera natura di Pruina, la bimba sembra destinata a cambiare per sempre la vita di Mabel e Jack.


“La Tempesta” di William Shakespeare:

Vero archetipo della cultura moderna, “La tempesta”, forse l’ultima opera scritta per intero da Shakespeare, è uno scrigno di significati. Grazie alla sua consuetudine con le pratiche di magia, Prospero, duca di Milano esiliato su un’isola deserta insieme alla candida figlia Miranda, riesce a vendicarsi dell’usurpatore, suo fratello Antonio, e del suo complice Alonso re di Napoli. Avversato dal subumano Caliban, servo diabolico e deforme, ma assecondato da Ariel, delicato spirito dell’aria, Prospero riprende infine il proprio ducato. Il matrimonio tra Miranda e Ferdinando, figlio di Alonso, stende un velo di riconciliazione sulla vicenda. Eterea come l’essenza di Ariel, profonda come la saggezza di Prospero, la commedia cela dietro la trama fiabesca una stupefacente ricchezza di spunti e motivi. Innumerevoli le interpretazioni critiche (d’impostazione filosofica, politica, religiosa, psicoanalitica, postcoloniale, neostoricistica, di gender…) che l’opera continua a suscitare. Ma forse “La tempesta” è “solo” la splendida favola della virtù, intesa come bellezza, integrità morale e generosità, che lotta contro la cattiveria e la volgarità. Nella recente versione cinematografica di Julie Taymor (2010) l’interpretazione di un Prospero al femminile è affidata al premio Oscar Helen Mirren.
“L’ultima lettera d’amore ” di Jojo Moyes:
Londra, oggi. Ellie, una giornalista inglese trentenne che lavora per il settimanale femminile di un’importante testata, durante una ricerca negli archivi del giornale in cui lavora a caccia di una storia che le eviti il licenziamento, si imbatte in una lettera d’amore degli anni Sessanta: è di un uomo che chiede alla sua amante di lasciare il marito per stare con lui.
Incuriosita dalla storia dei due sconosciuti, e nella speranza di trarne un buon articolo, Ellie decide di fare ulteriori ricerche per riuscire a sapere cosa ne è stato di quell’amore…
Londra 1960. La giovane e bella Jennifer si sveglia in un letto d’ospedale dopo un incidente d’auto in cui ha rischiato di perdere la vita. Non riesce a ricordare nulla: non sa più chi è, non riconosce l’uomo che dice di essere suo marito, il loro appartamento, gli amici comuni. Un giorno però trova nella sua camera da letto una lettera nascosta in un libro, una lettera d’amore di un uomo che non è suo marito, e lentamente inizia a ricordare…
L’ultima lettera d’amore di Jojo Moyes, best seller in Inghilterra e finalista di vari premi letterari, è la storia, sorprendente, originale e romantica, di due donne di età differenti che si ritrovano unite in uno stesso irresistibile sentimento d’amore.
Con questo vi saluto, alla prossima!
Un grosso bacio a tutti

Un pacco di libri e un pomeriggio in biblioteca

Finalmente riesco a trovare un po’ di tempo e un po’ di ispirazione per postare di nuovo qualcosa sul blog…
Sono stata via da casa qualche giorno e di conseguenza mi sono dedicata poco a questo mio piccolo, grande raccoglitore di pensieri. Al mio ritorno ho avuto un po’ di cose da fare e questo è il primo momento libero che ho trovato per scrivere qualcosa.
Oggi finalmente è arrivato il pacco che aspettavo, contente due libri da me ordinati e un’agenda.
I libri in questione sono “Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh, e “L’uomo che parlava con i lupi – storie e avventure della mia vita nel branco” di Shaun Ellis con Penny Junor. 
Come avrete notato, ultimamente mi sono molto ‘affezionata’ ai lupi… questi animali mi hanno sempre affascinata, ma solo di recente ho approfondito le mie conoscenze al riguardo e ho scoperto lo splendore e l’immensa intelligenza di questi animali così temuti. Il lupo è il simbolo della natura selvaggia, dell’istinto, e per quasto motivo ho deciso di dedicare a questo animale lo sfondo e la grafica del mio blog, poichè  anche io amo quella stessa natura e l’istintualità. 
Ma veniamo ora ai libri di cui vi parlavo sopra…

“Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh
Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C’è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco. I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce. È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l’infanzia saltando da una famiglia adottiva a un’altra. Fino all’incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l’unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l’anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L’unico capace di estirparla è Grant, un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili. 
“L’uomo che parlava con i lupi – storie e avventure della mia vita nel branco” di Shaun Ellis con Penny Junor

Shaun Ellis ha rinunciato alle comodità, alla famiglia, alla società di cui faceva parte per vivere con i lupi. Oggi ha 44 anni, due penetranti occhi blu che spuntano tra una chioma arruffata, un viso segnato dal sole, dal freddo e da cicatrici profonde, testimoni delle sue lotte. Oggi lui è l’uomo-lupo. Per diventare membro effettivo di un branco, Ellis ha cacciato coi lupi, ha affondato la testa nella carcassa della preda per mangiarne la carne, non si è lavato per mesi se non in qualche pozzanghera, ha imparato a comunicare ululando e a difendersi riconoscendo suoni e odori. Questa scelta, frutto di autentico e incondizionato amore per gli animali, è maturata in lui dal primo momento in cui ha incrociato lo sguardo di un lupo e ha capito che la sua vita sarebbe stata dedicata alla protezione di questi meravigliosi animali in pericolo. Dall’infanzia in una modesta casa del Norfolk, in Inghilterra, all’esperienza in America, dove è diventato allievo ed erede del guardiano dei lupi, un indiano Nez Percé, fino all’attuale impegno in un parco del Devon, questo naturalista d’altri tempi ci racconta le straordinarie vicende che lo hanno portato, nel 2004, a passare diciotto mesi in cattività assieme a tre cuccioli abbandonati dalla madre per mostrare loro come diventare veri lupi e sopravvivere (i video che ritraggono i momenti in cui Shaun insegna loro a uggiolare hanno record di contatti su YouTube). Dopo anni di vita selvaggia, Shaun a volte si sente estraneo alla civiltà e stenta a riconoscersi nella figura ferina che lo osserva dallo specchio. Eppure non si è mai sentito più umano di ora.
 
Per ora posso solo limitarmi a copiarvi la trama, non appena li avrò letti vi farò sapere come sono nel dettaglio, le impressioni e tutto il resto.
A proposito di libri… mi scuso se questa settimana non ho rispettato il consueto appuntamento con il Teaser Tuesday, ma sto leggendo sempre i soliti tre libri e non mi pareva il caso di riportare altre pagine oltre a quelle già scritte da me nelle settimane precedenti. Da adesso in poi sarà più difficile per me mantenere i miei impegni con il blog, visto e considerato che da lunedì dovrò ricominciare a studiare, a seguire le lezioni e a copiare gli appunti in modo da renderli leggibili e comprensibili.
 
Adesso passiamo alle novità di cui vi avevo parlato nel post precedente. 
E’ un periodo piuttosto speciale quello che sto attraversando; sembrerà strano, ma forse (finalmente!) inizio ad avere una vaga idea su come vorrei che fosse il mio futuro. E’ molto strano che la lampadina mi si sia accesa proprio adesso, proprio ora che ho intrapreso un corso di studi, che ho una casa (anche se non è propriamente mia)… ebbene, penso che sia davvero difficile riuscire a scegliere con certezza il proprio percorso di vita prima dei vent’anni, almeno per me. Da qualche mese a questa parte però sto iniziando ad avere una visione più nitida di quello che vorrei fare e non immaginate quanto io sia contenta di questa cosa, poichè l’incertezza mi dava un senso di angoscia e di impotenza davvero fastidioso che mi impediva di trovare una motivazione valida alle mie azioni presenti. Da quando ho ‘scoperto’ quello che vorrei per il mio futuro tutto è diventato più chiaro e persino le azioni quotidiane sono diventate piacevoli e funzionali a qualcosa di più grande. 
Come ormai saprete, amo i libri e adoro scrivere, tant’è che non smetterei mai di rigirarmi un qualsiasi volume tra le mani e non mi stancherei mai di sentirne l’odore chiudendo gli occhi e lasciandomi trasportare su terre lontane. Il sogno di ogni lettore è quello di aprire una libreria propria, ma questo compito non è sempre facile. Tuttavia è un sogno nel cassetto che non abbandonerò mai, ma oltre a questa ambizione ne ho un’altra: riuscire a pubblicare i miei libri, sia quelli che sono in via di conclusione che quelli che sono ancora un pensiero, un’idea in fase di costruzione. A proprosito di questo, negli ultimi mesi ho maturato un’ideuzza che, se tutto va bene, potrebbe permettermi di pubblicare velocemente un piccolo libro con un grande studio dietro. Per questo motivo oggi ho fatto la mia prima visita in biblioteca (non fraintendetemi, in biblioteca ci sono stata altre volte, ma è la prima volta che vado per ricercare qualcosa in preparazione di un mio libro) e devo dire che sono rimasta alquanto soddisfatta, seppure il tempo a mia disposizione fosse troppo poco per poter riuscire a prendere abbastanza appunti… il materiale da me consultato infatti non poteva uscire dalla biblioteca e sono arrivata un po’ tardi per le fotocopie, dunque mi sono accontentata di carta e penna. Le ricerche in biblioteca mi piacciono sempre di più e non vedo l’ora di tradurre in inchiostro tutto quello che sta prendendo forma nella mia mente, anche se dovrò attendere ancora un po’.
Spero anche di riuscire a pubblicare prossimamente un post con la foto della copertina di un mio libro, non solo le foto di libri da me comprati.
Con questi sogni e speranze vi saluto, miei cari lettori, e vi auguro con tutto il cuore di realizzare presto i vostri sogni!

Un omaggio a un grande uomo e a un grande giornalista, Tiziano Terzani

Ciao a tutti! Scusate la lunga assenza, ma ho avuto un periodo piuttosto problematico. Sono pronta a tornare sul blog, e voglio farlo dedicando questo post a una grande anima, quella di Tiziano Terzani. Non so quanti di voi lo conoscano, personalmente ho letto un suo libro quasi un anno fa ormai e sono rimasta folgorata dalla personalità di questo scrittore che ormai – purtroppo – non c’è più. Il mio intento è quello di farvelo conoscere, e se lo conoscete già ma non avete ancora letto niente di suo, di farvi innamorare dei suoi scritti, perchè trasmettono messaggi importanti, soprattutto per la società odierna.

Tiziano Terzani è stato un giornalista e scrittore italiano. Di origini toscane, ha viaggiato in lungo e in largo per il mondo e ha vissuto per tre anni in Asia con la moglie Angela e i due figli. Nel corso della sua vita asiatica ha pubblicato molti libri sulle grandi storie di cui si trova a essere testimone (la guerra in Vietnam, la Cina del dopo Mao, il crollo dell’Unione Sovietica. 
Si ammala di cancro dopo il 1995. Appresa la sentenza della sua malattia, prova prima la medicina tradizionale a New York, poi intraprende un viaggio in tutta l’Asia per cercare una cura alternativa. Dall’India al Tibet, alle Filippine, con la sua inesauribile curiosità, dialoga con tutti i possibili maghi, saggi, santoni orientali, prova tutte le medicine alternative, dalle diete alle erbe, ai digiuni, ai canti sacri, alla meditazione yoga e ancora a tutto ciò che possiamo immaginare. Tiziano non trova però la cura per sé: essendo, come dice lui, un fiorentino scettico, con millenni di razionalità alle spalle, non riesce a credere in questi rimedi, ma trova in Oriente un’altra realtà, la più importante: la pace e la saggezza interiore. Una cura per l’anima è quella di cambiare se stessi, cambiare punto di vista, trovarsi in armonia con la natura, con il creato, compresi gli animali, e le piante. Soprattutto è in armonia con la propria mente, che pacificata e serena, riesce a donargli quella invidiabile pace che nessun medico gli può dare. L’ultimo suo ritiro è a Orsigna, sull’Appennino toscano, che gli ricorda un po’ il paesaggio dell’Himalaya, dove ha soggiornato a lungo. Come gli antichi saggi indiani, là Tiziano vive in pace con se stesso e in meditazione, avendo ritrovato il senso del vivere e del morire. Si spegne il 28 luglio 2004.

Dopo questa piccola introduzione, voglio riportare qui di seguito un estratto dal suo libro La fine è il mio inizio,in cui parla al figlio Folco di cos’è la vita. Tiziano Terzani, malato e alla fine della sua vita, invita il figlio Folco ad ascoltare il suo ultimo racconto, una rivisitazione della sua vita passata in giro per il mondo (Cina e Asia in primis), ma anche una sorta di testamento spirituale.

 Che gioia figlio mio. Ho sessantasei anni e questo grande viaggio della mia vita è arrivato alla fine. Sono al capolinea. Ma ci sono senza alcuna tristezza, anzi, quasi con un po’ di divertimento. l’altro giorno la mamma mi ha chiesto: “Se qualcuno telefonasse e ci dicesse d’aver scoperto una pillola che ti farebbe campare altri dieci anni, la prenderesti?” E io istintivamente ho risposto “No!” Perchè non la vorrei, perchè non vorrei vivere altri dicei anni. Per rifare tutto quello che ho già fatto? Sono stato nell’Himalaya, mi sono preparato a salpare per il grande oceano di pace e non vedo perchè ora dovrei rimettermi su una barchetta a pescare, a far vela. Non mi interessa. Guarda la natura da questo prato, guardala bene e ascoltala. Là il cuculo; negli alberi tanti uccellini – chi sa chi sono? – coi loro gridi e il loro pigolio, i grilli nell’erba, il vento che passa tra le foglie. Un grande concerto che vive di vita sua, completamente indifferente, distaccato da quel che mi succede, dalla morte che aspetto. Le formiche continuano a camminare, gli uccelli cantano al loro dio, il vento soffia. CHe lezione! Per questo io sono sereno. Da mesi dentro di me c’è una gioia che irradia in ogni direzione. E se mi chiedi: come stai? ti dico: io sto benissimo, la mia testa è libera, mi sento meravigliosamente. Solo che questo corpo fa acqua, marcisce. E l’unica cosa da fare è staccarsene e abbandonarlo al suo destino di materia che diventa putrescente, che torna polvere. Senza angoscia, come la cosa più naturale del mondo. Però, proprio perchè mi rimane poco tempo, un’ultima cosa forse mi piace ancora farla ed è parlare con te che sei stato parte e spettatore della mia vita per 35 anni di questo lungo viaggio che io ho fatto e che tu hai visto dal basso, dalla prospettiva del figlio. 
Vedi, questa di “morire” è una cosa che vorrei evitare. Mi piace di più l’espressione indiana “lasciare il corpo”. Infatti, il mio sogno è di scoparire come se non esistesse questo momento del distacco. L’ultimo atto della vita, che è quello che si chiama morte, non mi preoccupa perchè mi ci sono preparato. Ora, non dico che sarebbe la stessa cosa alla tua età. Ma alla mia! Ho sessantasei anni, ho fatto tutto quello che volevo fare, ho vissuto intensissimamente, per cui non ho alcun rimpianto. […] Che cos’è che ci fa così spavento della morte? Quello che ci fa paura, che ci congela davanti a quel momento è l’idea che scomparirà in quell’attimo tutto quello a cui noi siamo tanto attaccati. Prima di tutto il corpo. Tu pensa: uno cresce con questo corpo, ci si identifica. […] E poi, quale corpo? Un corpo che cambia tutti i giorni, che perde i capelli, che si azzoppa, che si acciacca? Il corpo non siamo noi. Allora cosa siamo? Crediamo di essere tutte le cose che ci preoccupa di perdere morendo. Con l’identità ti ci sei identificato, e l’idea che tutto questo scompaia, che la morte ti porti via tutto questo ti sconvolge. Tu possiedi la bicicletta, l’automobile, un bel quadro che hai comprato con i risparmi di tutta una vita, un campo, una casetta al mare. E’ tua! E ora muori e la perdi. La ragione per cui si ha tanta paura della morte è che con quella bisogna rinunciare a tutto quel che ci stava tanto a cuore. Io l’ho già fatto. Negli ultimi anni non ho fatto altro che gettare a mare tutto questo e non c’è più nulla a cui sono legato. Se impari a morire vivendo allora ti abitui a non riconoscerti in queste cose, a riconoscerne il valore estremamente limitato, transitorio, ridicolo, impermanente. […] E se, vivendo, incominci a capire che non sei quelle cose, allora piano piano te ne stacchi, le abbandoni. Abbandoni anche le cose che ti paiono le più care, come l’amore che io ho per tua madre. […] Questo amore è parte della mia vita, ma io non sono quell’amore. […]L’altra cosa che mi pare fondamentale nella vita di un uomo che cresce e che matura è il rapporto con i desideri. I desideri sono la nostra grande molla. Se Colombo non avesse desiderato di trovare una nuova strada per le Indie non avrebbe scoperto l’America. […] Ma se tu cominci a guardare bene, di nuovo, cosa sono questi desisderi dai quali non sfuggi mai? Specie oggi, in questa nostra società che ci spinge solo a desiderare e fra i desideri a scegliere solo i più banali, quelli materiali, in altre parole quelli del supermercato. Il desiderio di quelle scelte lì è inutile, banale, irrisorio. Il vero desiderio è quello di essere se stessi. Se rifletti vedi che quei desideri sono una forma di schiavitù. Perchè più tu desideri e più limitazioni ti crei.  Desideri una cosa a tal punto che non pensi ad altro, diventi schiavo di quel desiderio. Così cominci a imparare a toglierteli di mezzo. Compreso quel desiderio ultimo, che tutti hanno, quello della longevità. Anche questo desiderio io non l’ho più. Perchè gli anni di solitudine in quella casetta nell’Himalaya mi hanno fatto vedere che non avevo niente da desiderare. Avevo bisogno di un po’ d’acqua per bere ed era lì, nella fonte dove bevevano gli animali. Mangiavo un po’ di riso e qualche verdura cotta sul fuoco. Quali altri desideri potevo avere? Per questo dico che non ho più voglia di stare in questa vita, perchè non mi incuriosisce più. L’ho vista di fuori e di dentro, l’ho vista da ogni suo lato e i desideri che mi dovrebbe suscitare non mi interessano più. Allora la morte diventa davvero l’unica cosa nuova che mi può succedere, perchè non l’ho mai vista nè vissuta. […] Be’, forse nella morte avviene qualcosa di simile al sonno. O forse non avviene niente. Ma ti assicuro che mi avvicino a questo appuntamento non come a un incontro con una signora vestita di nero, con una falce che miete. Mi avvicino a questo appuntamento di quiete secondo me, a cuor leggero, come davvero non l’ho mai avuto prima. […] La terra sulla quale viviamo è un grande cimitero. Un grande, immenso cimitero pieno di tutto quello che è stato. Ti immagini i miliardi di miliardi di esseri che sono morti su questa terra? Sono tutti lì! Noi camminiamo continuamente su un enorme cimitero. E’ strano, perchè i cimiteri come noi li concepiamo sono luoghi di dolore, di sofferenze. Mentre in verità il grande cimitero della terra è bellissimo, perchè è la natura. Ci crescono sopra i fiori, ci corrono sopra le formiche, gli elefanti. Se la vedi così e torni a far parte di tutto questo, forse quel che resta di te è quella vita indivisibile, quella forza, quell’intelligenza a cui puoi mettere una barba e chiamarla Dio, ma è qualcosa che la nostra mente non riesce a capire. Allora vado a questo appuntamento a cuor leggero e con una certa quasi giornalistica curiosità…

Per concludere vi lascio un video, che potrà aiutarvi meglio a capire la personalità di quest’uomo che ha ancora da insegnare molte cose a tutti noi.