Scatti Miciosi!

Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Oggi, come già avrete intuito dal titolo, torno a parlarvi di quella peste di gatta che mi ritrovo come convivente XD La furbetta e opportunista cresce bene, diventa sempre più pestifera e, a dispetto di ciò, il suo musino si fa sempre più dolce e carino.
Ma la protagonista di questo post è lei, quindi le lascio immediatamente la parola, potrebbe offendersi per averle rubato deliberatamente la scena =P

Miao!

Mi chiamo Penny, e sono una gattina fatta tutta a modo mio. Ho gli occhioni dolci come il miele, dal quale prendono il colore. Sono vispa e furbacchiona, e pur di ottenere qualche croccantino in più faccio indispettire le mie povere padroncine, che mi vogliono tanto bene e che tanto mi coccolano. Però io non amo che il mio pelo lucido venga sgualcito, e allora talvolta le mordo. Eh sì, che volete farci, ho le mie fisse!

Amo giocare e rincorrere le palline per tutta la casa, adoro nascondermi, e ogni spazietto angusto e stretto fa proprio al caso mio. Peccato che poi io finisca per incastrarmi nei fili della corrente, e allora le mie padroncine mi sgridano, però sono testarda e devo sempre averla vinta io!

Sono anche dispettosa, proprio come un folletto, ve l’avevo detto che sono fatta a modo mio…
Sono un vero diavoletto, però in fondo so essere anche affettuosa, quando voglio. Amo stare in compagnia e non sopporto di stare chiusa in una stanza da sola. Quando le mie padroncine mi danno da mangiare, spesso non mangio se loro non stanno insieme a me, e le ricompenso con un po’ di fusa. Al mattino sono coccolona, e amo occupare tutto il cuscino della mia padrona più grande per farmi carezzare sul muso, a patto che prima mi dia qualche croccantino. 
L’altro giorno poi sono finita accidentalmente nella vasca da bagno… che trauma! Stavo specchiando la mia immagine nell’acqua e, attratta dalla curiosità, mi sono sporta troppo e sono finita dritta nel bucato! Sono schizzata fuori dal bagno a gran velocità, con il mio povero pelo sgualcito e bagnato. Le mie padroncine, vedendomi tanto spaventata, si sono prese cura di me, asciugandomi e tranquillizzandomi. Le ho riempite di bacini e per un giorno intero le ho risparmiate dai miei morsi, come vedete ho un buon cuore in fondo, no?
 E voi che mi leggete? Avete qualche mio parente felino a casa che combina guai come me?
 
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Attimi di vita

La vita è strana. A volte ci sorprende con le sue strade infinite, con le sue vie tortuose e nascoste, che dopo averle percorse ci mostrano un mondo nuovo, a volte misterioso, altre volte colmo di meraviglia.
Ci sono giorni in cui capitano cose che sappiamo che ci resteranno dentro per sempre, attimi di infinito che ci colmano il cuore e l’anima, facendo esplodere dentro di noi magiche sensazioni. Piccole cose, piccoli gesti, che possono rendere speciale una giornata e farci sentire diversi, cresciuti. E non intendo la crescita di un ragazzo che diventa adulto, o quella di un bambino, ma quella crescita interiore che ci fa sentire parte di un tutto, di qualcosa più grande di noi.
Ecco, quest’anno la vita mi sta riservando molte sorprese, mi sta regalando molti di quegli attimi che rimarranno scritti nella mia anima.
Sono per natura una persona molto sensibile ed emotiva, cosa che mi ha sempre resa debole agli occhi altrui. Alcuni non comprendono questo mio “dono” (o maledizione, dipende dai punti di vista), ma io ho dovuto imparare a convivere con questa mia personalità così difficile da gestire. Oggi mi rendo conto di quanto sia bello poter vivere a pieno tutte le sfumature che la vita ci offre e che la sensibilità che ho mi permette di assaporare fino in fondo. Perchè? non saprei dirvelo con esattezza, so solo che essere sensibili a volte permette di immedesimarsi, di condividere, di partecipare alle goie (ma anche ai dolori) della vita.
Sapete emozionarvi per il sole che passa tra le foglie in bilico sui rami di un albero, pronte a spiccare il loro primo ed ultimo volo verso il terreno umido autunnale? Sapete guardare negli occhi di un animale e scorgervi dentro i sentimenti più puri e istintivi? Riuscite a soffrire per l’indifferenza da cui siamo circondati ogni giorno? Se sì, allora potrete capire la marea di emozioni che in questo momento ispirano il mio cuore per scrivere questo mio post.
La vita è qualcosa di più dei semplici problemi quotidiani che ci assillano, ci tormentano e ci rendono automi stressati quasi privi di sentimenti. Non sappiamo più guardare alla purezza delle cose semplici ed essenziali, così presi dai cellulari all’ultima moda, dalla collega di lavoro che avremmo voglia di strozzare, dal solito tram tram cittadino… Non sappiamo più ascoltare, e non solo non lo sappiamo più fare con le orecchie, donateci apposta, ma neppure col cuore. Ma se per un attimo ci fermassimo a cogliere quello che realmente ci avvolge, sono sicura che resteremmo sorpresi da quello che ci siamo inesorabilmente persi, con i nostri secoli di civiltà alle spalle. 
La linfa scorre nel tronco di un albero, che avrà magari anche quattro secoli, così come il sangue scorre all’interno del nostro corpo. Eppure ci facciamo caso? No. Siamo impegnati. Ma impegnati per cosa? Sempre indaffarati, sempre troppo di fretta per poterci rendere conto di quello che ci circonda, delle meraviglie che abbiamo chiuso fuori sal nostro mondo. Sappiamo vedere negli occhi di un uomo disperazione, tristezza e dignità? No, perchè non possiamo fermarci, e perchè non sappiamo ascoltare con i sensi che ci sono stati donati. Ed è così che ogni essere diventa davanti ai nostri occhi uguale e insignificante. Il gatto randagio sotto casa sta male? Che volete che sia, è solo un animale, e poi il mondo va così. Un indiano passa con i suoi aggeggi in vendita per elemosinare qualche soldo? Un vero scocciatore, dovrebbe tornarsene da dove è venuto. In tv trasmettono le immagini di un bambino africano denutrito e povero oltre ogni dire? Ma tanto noi non possiamo fare niente…
Ci siamo disabituati al dolore, alle emozioni, perchè esse sono scomode, ci rendono deboli. Ma la vera debolezza qual è? 
Questa mattina ero al bar con un’amica. Sono passati una sfilza di indiani che hanno tentato invano di venderci un bracciale, una collana, o altri gioielli. Spazientite e un po’ infastidite dal continuo andirivieni, non abbiamo quasi fatto caso all’ultimo arrivato. Un signore di mezza età, dal fascino esotico, con un viso scurito dal sole e una barba candida e curata a incorniciargli i contorni del volto. Sorrideva dolcemente e si è avvicinato a noi, con bracciali d’ogni genere appesi al polso. Eravamo già pronte a dirgli di no, quando ci ha fermate con un gesto della mano e ci ha detto:
“Lasciatemi parlare per favore. Io sono un professore Pakistano, e quasi mi vergogno per essermi abbassato a vendere gioielli per poter guadagnare qualche soldo. Ma io ne ho bisogno davvero, per favore, datemi una mano e comprate uno dei miei bracciali, sono belli, vengono dal Pakistan!”
Non volevamo farci abbindolare, ma il signore ha insistito tanto e infine ci ha detto con la tristezza scritta negli occhi: “So che sembrano cari, ma io ho bisogno di soldi per ritornare dalla mia famiglia. Ho sette figli, sapete? E non li vedo da cinque anni… Vorrei tornare da loro ma non posso.”
Presa da una stretta al cuore, ho comprato un bracciale a quel signore dallo sguardo dolce e fiero al tempo stesso. Mi ha ringraziato con una tale gioia negli occhi, con una commozione che quasi mi ha contagiata. Non faceva che ripetermi: “Grazie Signorina, lei ha aiutato me e io spero che Dio sia con lei per l’aiuto che mi ha dato! Grazie, che Dio sia con lei!”
Non avevo nessunissima intenzione di spendere quei soldi, vista la mia condizione economica, ma non ho potuto fare a meno di dare una mano a quell’uomo, così dignitoso e gentile nei modi di fare, perchè in fondo bisogna pensare che c’è sempre qualcuno che sta peggio di noi, in tutti i sensi.
E chissà quanti di quegli “scocciatori” sono nelle stesse condizioni di quell’uomo Pakistano, e noi, egoisti e impotenti (perchè non sempre si tratta di egoismo) non lo sappiamo neppure. Sono contenta di aver regalato un sorriso a quel signore, e anche di averlo avvicinato di un passo in più alla sua famiglia, anche se niente prova che lui mi abbia raccontato la verità. Potrebbe aver mentito, recitato alla perfezione per vendere un bracciale, ma a me piace pensare di averlo aiutato, e non so perchè il mio cuore mi dice che è così in fondo, che le sue parole erano sincere. E il mio istinto difficilmente si è sbagliato.
Sono contenta, nonostante tutto, di essere ancora capace di ascoltare, di fermarmi a pensare e ad assaporare emozioni e sentimenti, partecipando ai dolori e alle gioie altrui. 
Spero solo, con questo post, di aver fatto riflettere un po’ anche voi, perchè spesso avremmo tanto bisogno di ascoltare, ma anche di essere ascoltati.  
 

Piccoli gatti crescono

Bentornate nella mia Foresta Incantata creature del bosco!
Come state? Oggi, dopo tanto tempo, voglio mostrarvi qualche foto della mia gattina, che cresce velocemente purtroppo, e che ci fa straripare il cuore di gioia e amore.
Guardate qui com’è carina la mia dolce Penny ^_^
Adora starsene nei pressi del mio portatile, sia dietro lo schermo che sopra la tastiera. Qui si stava godendo lo spettacolo, con le zampine appoggiate alla tastiera, mentre io scorrevo una pagina di immagini XD
Il primo freddo comincia a farsi sentire in casa, e Penny sonnecchia felicemente sul piumone del letto di mia sorella *_*
Quando dorme, a volte si stringe ai suoi giochini, in questo caso un galletto della Trudy che ci ha spudoratamente rubato =P
E ogni posto è buono per dormire, compreso il mio cestino del cucito XD stavo ricamando e lei voleva stare con me a tutti i costi… all’inizio ha cominciato a giocare con il filo e l’ago che tenevo in mano e dopo una bella strigliata ha deciso che forse era meglio trovare un compromesso… dunque si è impossessata del cestino, che però era meno comodo di quanto pensasse. La zampina posteriore infatti continuava a scenderle XD che buffa!
Se c’è un’altra cosa che Penny adora, è giocare con i tappeti, quello del bagno poi la fa impazzire! Ci salta sopra e se lo trascina dopo aver preso la rincorsa a mo’ di tappeto volante! XD e poi ovviamente ci si nasconde sotto ^_^
Spero che le mie foto feline vi siano piaciute e vi saluto, con la promessa di postarvene altre prossimamente =)

Bentornato Autunno!

Bentornati nella mia Foresta Incantata!
Oggi per me è un giorno speciale, perchè inizia la mia stagione preferita =) Ogni anno le do il benvenuto sotto le fronde di questa mia foresta, perchè per me questo è un periodo immensamente bello. Finalmente, dopo la lunga estate dal caldo insopportabile, ritornano le giornate più fresche. Le passeggiate nel bosco danno i suoi frutti, tra castagne, funghi e nocciole a volontà. Gli alberi si tingono di colori brillanti, caldi, per dare il loro ultimo caloroso saluto alla luce del sole, che diminuisce in favore del freddo e del buio invernali. E’ questo il periodo dell’anno in cui riesco a dare il mio meglio, mi sento pervasa da una nuova voglia di fare, da rinnovata creatività e sento il bisogno di passare più tempo con me stessa, con la mia interiorità, per pensare, creare, progettare…
E dunque, per tutte le emozioni che mi da, io sono lieta di dare il bentornato all’Autunno, questa splendida stagione coloratissima!

Cornamuse, Druidi e matrimoni =P

Bentornati nella mia Foresta Incantata! 

Dopo tanto, tantissimo tempo torno con un post chiacchieroso =) Sono settimane davvero piene queste per me… tra la correzione del mio romanzo prima della pubblicazione, il lavoro, la preparazione della fiera a cui parteciperò questa domenica e le feste popolari qua intorno sono davvero molto occupata e ho poco tempo per lasciare qualche mia traccia qui sul blog.

Sabato scorso sono stata ad una festa di paese: c’erano gruppi che suonavano musica folk, bancarelle e cibo a volontà =P La musica era bellissima e la gente ballava in gruppo; avete presente quei balli medioevali con i passi già prestabiliti? Ebbene, ballavano proprio così, e io mi sarei aggiunta molto volentieri, se non fosse che avevo appena finito di lavorare e avevo le gambe distrutte xD E’ stata comunque una bella esperienza, le note di quegli strumenti (flauto, ghironda, cornamusa, fisarmonica, chitarra…) hanno risvegliato in me la voglia di riprendere a suonare il Tin Whistle, è da un bel po’ che non lo suono! E’ incredibile come la musica possa risvegliare emozioni e sensazioni in noi sopite… e a me è venuta un’irrefrenabile voglia di passeggiare nei boschi, guardando gli alberi dal basso della mia statura, sentirmi piccola, ma comunque parte di un Tutto. Ho voglia di respirare a pieni polmoni la vita silvana, di immergermi fra i misteri della Natura e tornare quindi a proporvi la mia rubrica preferita, Lost in Nature.

Tutte queste sensazioni si sono accentuate il giorno seguente, cioè domenica, quando sono andata alla Festa dei Druidi di Bajardo, ve ne avevo parlato qui, vi ricordate? La Festa è stata molto semplice rispetto agli altri anni, ma ho passato comunque dei bellissimi momenti. L’evento è stato organizzato dall’Associazione culturale Terra Taurina, che si occupa di salvaguardare, diffondere e rievocare il patrimonio culturale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Ho avuto modo di assistere ad un autentico matrimonio celtico, che è riuscito ad emozionarmi. Ad officiare la cerimonia era il Druido, che ha invocato le divinità e gli spiriti degli elementi, proseguendo poi con gesti simbolici volti a sottolineare l’unione dei due giovani. Mi sono sentita a casa come rare altre volte mi è capitato: a Bajardo ieri c’erano molti pagani come me, ed è stato facile sentirsi parte di una piccola grande famiglia.

Dopo il matrimonio (che spero di fare anche io in modo simile un domani non troppo lontano) siamo andati ad ascoltare una piccola conferenza sulla storia dei celto-liguri. E’ stato interessantissimo notare come i popoli che ci hanno preceduti abbiano lasciato un segno indelebile nella nostra cultura, nel nostro modo di essere odierno. Non ci facciamo caso, ma il passato vive in noi più di quanto crediamo! Come alcuni di voi sapranno, sono molto attratta dalla cultura celtica, mi sono sempre chiesta il motivo e alla Festa dei Druidi forse ho trovato la risposta: il territorio in cui vivo è stato abitato in passato anche dai Celti. 

E’ per questo che do così tanta importanza al passato, alla storia, agli insegnamenti che da essa si possono trarre: spesso nel passato si celano le risposte ad alcune delle nostre domande. E questo è uno dei motivi che mi ha spinto ad appassionarmi ai beni culturali, inestimabili testimonianze di un mondo che non c’è più ma che ci appartiene, ci caratterizza e ci ha reso quelli che siamo.

Con questo io vi saluto, sperando di non avervi annoiato! Spero anche di riuscire molto presto a tornare attiva come qualche tempo fa, riproponendovi tutte le rubriche che ho lasciato in sospeso, per un motivo o per un altro.

Con la speranza che la vostra estate stia procedendo per il meglio, vi saluto e vi abbraccio!

A presto =)

 

Una magica notizia!

Bentornati nella mia Foresta Incantata!

Qui, sotto le fronde degli alberi, oggi c’è aria di festa: gli uccellini canticchiano allegri, le foglie svolazzano al venticello leggero, frusciando e muovendosi come festoni colorati, e nel forno della mia casetta silvana c’è una squisita torta, pronta per essere sfornata e condivisa con tutti voi che popolate la mia Foresta.

A questo punto vi starete chiedendo cosa ci sia da festeggiare… ebbene, è giunto il momento delle spiegazioni! Dalla scorsa settimana ormai continuo a lanciarvi piccoli messaggi di “allarme”… Come vi ho più volte comunicato in questi giorni, c’è una sorpresa per voi che mi seguite, una sorpresa che, per ironia, ha sorpreso soprattutto me!

Chi mi segue, chi mi conosce, sa che la mia più grande passione, quella che coltivo da sempre, è la scrittura. Da qualche mese ormai vi ho comunicato che avrei partecipato ad un concorso letterario; ebbene, ho partecipato e purtroppo (o per fortuna?) non ho vinto. 

Ma saprete bene che la vostra Mirial non sta certo con le mani in mano e che, quando vuole, si intestardisce e lotta per i suoi sogni fino in fondo… e così ho deciso di affidare il mio manoscritto alla fortuna, inviandolo a diverse Case Editrici. Dopo un’attesa davvero breve ho ricevuto una mail, una piccola, timida mail che ha fatto breccia nel mio cuore, facendolo palpitare, riportandolo a nuova vita e facendolo esplodere di euforia: il mio romanzo, quello che tanto mi ha dato, quello su cui quasi non avrei scommesso, quello che è nato per caso in una notte qualunque, quasi per gioco, ha suscitato l’interesse di un editore, che mi ha subito mandato la bozza del contratto!

Potrete ben immaginare la mia gioia, l’enorme emozione che ho provato leggendo e rileggendo quella mail all’infinito per assicurarmi di non aver dimenticato di leggere qualcosa, di non aver visto male, considerata la mia miopia. Incredula e stordita dagli eventi, ho esultato impazzita saltellando per tutta casa (come si confà ad una vera Fatina dei Sogni come me), rimbalzando da una stanza all’altra e cantando a gran voce la mia vittoria. Dopo la prima euforia del momento, è seguito un periodo di calma incredula: no, non può essere vero, sta succendo proprio a me? Sto sognando? 

E poi finalmente è giunto il giorno tanto atteso, quello sognato da anni: la firma del contratto! La vostra Mirial lo ha firmato proprio ieri, dopo due interminabili ore di coda dovute a uno scontro tra farfalle e la caduta di un Albero anziano che ha ostruito il sentiero. Dopo queste disavventure, ho raggiunto la sede della Casa Editrice, ho messo qualche firma su un po’ di scartoffie e… è fatta! E’ ufficiale! Il mio libro verrà pubblicato! =D

Quando? Nel 2014, per ora non vi anticipo altro.

Potrete ben immaginare quanto sia occupata in quest’ultimo periodo: tra le ultime correzioni da apportare al romanzo, incontri vari con editori, notai, librai e gente competente… Nel giro di una settimana me ne sono successe di tutti i colori e mi ritrovo piena di impegni, di pensieri e di valutazioni da fare. Ho incontrato persone fantastiche, persone che non avrei mai creuduto potessero darmi una mano con così tanta naturalezza e gentilezza. Ringrazierei all’infinito i menbri della giuria del concorso per avermi offerto i loro preziosi consigli e la loro disponibilità, così come non smetterò mai di ringraziare i librai per il loro sostegno, offerto ancor prima di sapere che il mio libro sarebbe stato pubblicato. Ringrazio la mia gemellina Reina per aver letto e creduto nel mio romanzo anche più di quanto ci abbia mai creduto io stessa e per la pazienza nell’avermi ascoltata innumerevoli volte, fino alla nausea =) Un altro grazie va a Marina Pratelli, per il tempo che mi ha dedicato e per la sua gentilezza, ma di lei vi parlerò più avanti.

La scrittura è una passione che coltivo da sempre e che coltiverò PER sempre, è il mezzo che mi permette di esprimermi al meglio, di raccontare agli altri quello che sono, un pezzetto alla volta. Qualcuno ha detto: “Si scrive col sangue!”e non c’è niente di più vero! Perchè scrivere significa mettersi in gioco, mettersi a nudo e dare tutto il possibile. Scrivere non è un passatempo, ma uno stile di vita.

Con questo io vi saluto, sperando che possiate condividere la mia gioia.

Mi raccomando, credete nei vostri Sogni, coltivateli con amore, dedizione e pazienza, qualunque essi siano. E ricordate: “Se puoi sognarlo, puoi farlo!”

Ricordi siciliani =)

Bentornati nella mia Foresta Incantata!

Sono tornata qualche giorno fa dal viaggio in Sicilia e come promesso mi appresto a raccontarvi com’è andata =)

Il viaggio in aereo è andato bene, anche se mi sono lasciata prendere un po’ dall’ansia durante il decollo… Era praticamente la prima volta che prendevo l’aereo! In fase di atterraggio abbiamo attraversato un mare di nuvole, è stato davvero bellissimo! Sembrava di stare su una distesa di panna montata xD

Quando si dice “toccare il cielo con un dito”…

Attraversate le nuvole, stavamo atterrando a Trapani, ed ecco qui la bellissima vista della terra siciliana =)

Non vi ho ancora raccontato niente delle mie origini, quindi colgo l’occasione per farlo ora. I miei nonni paterni e mio papà sono nati in Sicilia, in provincia di Agrigento; fin da quando ero bambina non ho fatto altro che sentire i loro racconti, i loro ricordi nostalgici sulla Sicilia e per tutti questi anni ho sempre sognato andare lì dove i miei parenti più stretti avevano vissuto la parte più bella e più intensa della vita. Anche se non avevo mai visto i posti che mi sono stati continuamente descritti, ho sempre sentito un legame profondo con essi e di conseguenza ho cominciato a sviluppare anche io quella nostalgia che caratterizza i miei nonni e mio padre quando parlano dei loro ricordi d’infanzia xD In Sicilia abbiamo ancora dei parenti, che io non avevo mai conosciuto (a parte alcuni) e i miei nonni non scendevano a trovarli da ben 32 anni!!! Così qualche settimana fa io e la mia famiglia li abbiamo convinti a prendere l’aereo e tornare alle origini =) E’ stato emozionante vedere i miei nonni piangere insieme ai fratelli e ai nipoti, vederli felici e ringiovaniti per le vie del paese. I parenti siciliani sono stati calorosissimi e mi sono subito affezionata, tant’è che prima di salutarli per ritornare a casa ho pianto come una fontana xD eh sì, è una cosa da me, mi emoziono facilmente =P

Appena arrivati siamo stati accolti da un bel vassoio di pasticcini xD buooooni!

Per tutti e quattro i giorni che abbiamo trascorso in Sicilia abbiamo mangiato tantissimo! I parenti ci hanno rimpinzati per bene: parmigiana di melanzane, pizza, arancini siciliani, verdure fritte, pesce, carne, granita, gelato, brioches, biscotti e piatti tipici vari… non vi dico che bontà! Adesso però mi toccherà mettermi a dieta xD

Il secondo giorno siamo stati ad Agrigento e alla Valle dei Templi, non vi dico che spettacolo!

La vista di Agrigento dalla strada.

Il tempio della Concordia.

Uno dei tantissimi e stupendi Ulivi della Valle dei Templi.

Una conchiglia fossile su un muro alla Valle dei Templi. Ce n’erano davvero molte, questa era più grossa della mia mano!

Una cosa tipica della Sicilia, o almeno della zona che ho visitato io, è la ceramica, decorata a mano. Vi lascio due foto, la prima è l’insegna di un negozio, la seconda è una caratteristica scalinata di Porto Empedocle:

Il terzo giorno siamo stati a Piazza Armerina per visitare la splendida Villa Romana del Casale di epoca tardo-imperiale. E’ stato emozionante aggirarsi tra le stanze mosaicate della villa, sono rimasta sorpresa dalla bellezza e dalla grandezza dell’edificio, in parte distrutto e in parte ben conservato. Sono riuscita a scattare qualche foto agli interni, ve ne lascio due degli splendidi mosaici che la caratterizzano e la rendono magicamente affascinante.

L’ultimo giorno ci siamo concessi un po’ di spiaggia e sole e siamo andati a vedere la Scala dei Turchi, una bellissima parete rocciosa a picco sul mare a Realmonte, non distante da Porto Empedocle e Agrigento. Il suo colore bianco la faceva sembrare fatta di ghiaccio in lontananza, e ci abbagliava. Per farvi capire nmeglio di cosa sto parlando, eccovi qualche foto!

La Scala dei Turchi vista dalla spiaggia, in lontananza.

La Scala dei Turchi in tutta la sua candida bellezza. Questa parete rocciosa deve il suo nome alle incursioni di pirateria da parte dei saraceni e dei turchi. E’ costituita di argilla e calcare, e sono in molti ad utilizzare la roccia che da essa si stacca per farne dei fanghi di benessere da applicare sulla pelle.

Ovviamente non ho potuto non arrampicarmici sopra, e guardate che bellezza una volta arrivata su!

Siamo rimasti qualche ora in questo paradiso meraviglioso a prendere il sole e io sono riuscita ad ustionarmi le spalle purtroppo xD però sono stata davvero bene, mi sono rilassata parecchio!

Tornare a casa è stata una grande tristezza, sono stata così bene tra i parenti e nei posti che ho girato che non volevo più ripartire! Spero di tornarci presto, nel frattempo però, mi godo la presenza e la vicinanza della mia bellissima gattina, che mi ha accolto a zampe aperte quando sono tornata, riempiendomi di bacini di bentornato xD

Spero che le mie foto e il mio piccolo diario di viaggio siano stati di vostro gradimento!

A presto =)