ScriVivendo # 2: L’importanza della documentazione

Bentornate nella mia Foresta Incantata creature del bosco!

Scrivivendo è una rubrica inventata da me che non avrà cadenza fissa. In che cosa consiste? Come è facilmente intuibile dal titolo, tratterà di scrittura, la mia più grande passione. Il titolo nasce dall’unione di due parole: “scrivere vivendo”, perchè in fondo per poter scrivere bisogna anche saper vivere le situazioni che si hanno intenzione di raccontare, sia nella fantasia che nella realtà. In questa rubrica vi offrirò dei piccoli consigli di scrittura, quelli che mi sento di darvi in base alle mie esperienze (dato che non sono una professionista), a volte servendomi di citazioni famose per iniziare un discorso che ritengo importante, altre volte raccontavi qualche aneddoto che mi è capitato.

Il tema di cui voglio parlarvi questa volta mi sta molto a cuore, e per introdurvelo inizio con una citazione:

“Bisogna sfogliare un’intera biblioteca per scrivere un libro.”

Samuel Johnston

Ebbene, niente di più vero! Se la volta scorsa vi avevo spiegato la mia prima regola della scrittura (Scrivi solo ciò che conosci bene), questa volta voglio parlarvi di documentazione, un tema che avevo già sfiorato nella prima puntata di ScriVivendo. Sono due tematiche molto simili, che si completano l’una con l’altra. Se credete che fare lo scrittore sia un mestiere semplice e poco impegnativo vi sbagliate di grosso! La scrittura richiede dedizione, passione, oltre che un’abbondante dose di curiosità. Più siete curiosi, più siete assetati di conoscenza, più – a parer mio – potrete essere bravi con la stesura del vostro romanzo. Dietro ad un libro, di qualsiasi genere esso sia, spesso si nasconde davvero molto studio; posso assicurarvelo io, che per scrivere un fantasy ho raccolto tanti appunti da riempire un quadernone di quelli ad anelli! E non si trattava esclusivamente di appunti riguardanti la trama e i personaggi… la maggior parte anzi è dedicata interamente alla documentazione. Qualche esempio? Ho raccolto pagine e pagine di rimedi erboristici, biologia, etologia, cultura medievale, religioni antiche, tecniche di combattimento… Forse alcuni di voi si staranno chiedendo a cosa servano realmente tutte queste cose.

Personalmente, tendo ad essere molto pignola: spendo moltissimo tempo a documentarmi, a volte anche su cose pressochè inutili, ma credo sia importante conoscere a fondo l’oggetto di cui si vuole parlare. Una delle ragioni fondamentali che mi spinge ad affrontare ore ed ore di lavoro di ricerca è che con una futura eventuale pubblicazione qualche lettore più esperto di me potrebbe imbattersi in errori grossolani e superficiali. Per questo motivo, come già vi raccontavo nella scorsa puntata, ho trascorso ben due giorni per trovare un rimedio erboristico adatto ad un mio personaggio in difficoltà. 

Se volete che il vostro romanzo sia di genere storico o comunque ambientato in un’epoca ben precisa, allora aspettatevi una gran mole di lavoro da affrontare xD trovo che sia molto difficile scrivere un romanzo del genere, perchè tutti gli eventi e le date debbono combaciare alla perfezione, i personaggi devono corrispondere a quelli realmente esistiti (se per esempio volete parlare di Oscar Wilde o di William Shakespeare nel vostro libro, dovrete documentarvi bene anche sulle personalità di questi due scrittori), i luoghi andranno accuratamente descritti e via dicendo. Per un romanzo storico ci vuole una marcia in più diciamo, perchè oltre ad avere la passione per la scrittura, dovrete vantare una forte conoscenza storico-culturale del periodo che andrete analizzando! Io stessa mi sono cimentata in uno storico qualche tempo fa… ho solo buttato giù la trama del romanzo, che spero di scrivere presto, ma già solo per questo ho speso un sacco di tempo in biblioteca, a cercare fra vecchi tomi e documenti di archivio! E’ stato davvero affascinante come lavoro, ve lo assicuro, ma anche molto stancante. Anche in questo caso, sono riuscita a riempire il quaderno di appunti; essendo ambientato sul finire dell’800, ho dovuto segnarmi i tipi di abiti che la gente utilizzava, gli eventi mondani a cui partecipava, le date che hanno segnato la storia di quel periodo, le scoperte, i quotidiani che esistevano all’epoca, i mezzi di trasporto… insomma, tutto! Mi ci sono persa, e ancora non ho fatto neppure la metà di tutto quello che avrei in mente di fare xD

Ma tutto questo lavoro per cosa?

Vale la stessa regola dell’altra volta: più si conosce bene l’oggetto delle nostre descrizioni e più fluida sarà la scrittura. Dunque, vale la pena lavorare per mesi sulla documentazione prima di procedere con la stesura? Sì, senza ombra di dubbio! Oltre ad accrescere la vostra cultura personale, dimostrerete di essere competenti, attenti, precisi nel vostro lavoro, e questo è sempre un punto in più per un autore =) Per scrivere ci vuole pazienza: non bisogna essere frettolosi, ma calcolatori =P

Detto questo, spero nuovamente di esservi stata utile e di non avervi annoiati troppo con il mio mare di parole!

Un abbraccio a tutti =)

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Scrivivendo # 1

Bentornate nella mia Foresta Incantata creature del bosco!

Oggi sono lieta di presentarvi questa nuova rubrica, che ho tenuto da parte per un po’ appositamente per voi. 

Scrivivendo è una rubricai nventata da me che non avrà cadenza fissa. In che cosa consiste? Come è facilmente intuibile dal titolo, tratterà di scrittura, la mia più grande passione. Il titolo nasce dall’unione di due parole: scrivere vivendo, perchè in fondo per poter scrivere bisogna anche saper vivere le situazioni che si hanno intenzione di raccontare, sia nella fantasia che nella realtà. In questa rubrica vi offrirò dei piccoli consigli di scrittura, quelli che mi sento di darvi in base alle mie esperienze (dato che non sono una professionista), a volte servendomi di citazioni famose per iniziare un discorso che ritengo importante, altre volte raccontavi qualche aneddoto che mi è capitato.

Finite le presentazioni, che dite, cominciamo?

Oggi volglio parlarvi di una regola che ormai considero fondamentale, e cioè:

Scrivi solo di cose che conosci bene.

Questa frase è diventata per me una sorta di dogma, la regola prima per iniziare ogni nuova storia, ogni nuova avventura da raccontare su carta. Perchè la storia che abbiamo in mente sia efficace e proceda senza intoppi, dobbiamo essere sicuri di quello che scriviamo, dobbiamo conoscere la materia con cui abbiamo intenzione di lavorare meglio delle nostre tasche. Sembra una cosa banale, ma vi assicuro che non lo è affato! Vi faccio degli esempi pratici. 

Vogliamo scrivere un romanzo ambientato nella realtà; il primo quesito che ci si presenta a questo punto è: dove? 

Mettiamo caso che il nostro romanzo sarà ambientato in una città. Potremmo decidere di ambientarlo per esempio a New York, ma non ci siamo mai stati. Possiamo allora descrivere con sicurezza una città di cui non conosciamo praticamente  niente? La risposta è, ovviamente, no. Se vi state ancora chiedendo il perchè, provate ad immaginare come potreste far muovere il personaggio X all’interno di New York senza conoscerne le vie, i negozi in esse presenti, il tipo di gente che gira per le strade di New York, il traffico stradale, ecc. A questo punto converrete con me che l’impresa potrebbe risultare alquanto faticosa.

Questo è uno dei motivi principali per cui da quando ho iniziato a scrivere (e cioè da quando andavo alle scuole medie) ho sempre evitato di ambientare le mie storie in luoghi reali. Lavorare di fantasia è molto più semplice, poichè ci permette di inventare luoghi e situazioni del tutto nuovi, magari ispirandoci alla vita reale, ma senza sentirci vincolati da posti che esistono realmente. Solo due anni fa ho deciso di sfidare me stessa e descrivere posti esistenti, ambientandoli nella mia città o in centri abitati limitrofi al mio.

La regola però non vale solo per i luoghi, ma anche per le situazioni, i mestieri, le epoche e un’inifinità di altre cose.

Se un nostro personaggio è uno spadaccino professionista, o dobbiamo conoscere in partenza  le regole della scherma (medievale o moderna, dipende dall’occorrenza) e i diversi tipi di armi, oppure dobbiamo procurarci questo tipo di conoscenze tramite lo studio. Qui si sfocia già nell’argomento “Documentazione” però, che vorrei trattare più avanti con la dovuta calma…

Questo genere di problemi mi si è sempre presentato nei miei scritti, sia nel passato che nel presente. 

Ricordo ancora un giorno in cui dovevo scrivere di una guaritrice che doveva curare le ferite di un personaggio… ho trascorso almeno due giorni per decidere a quale rimedio farle utilizzare, cercando in tutti i libri che avevo in casa sulla fitoterapia per non incorrere nelle ire degli erboristi esperti che in un futuro (assai lontano) potevano incappare nelle mie maldestre pagine e nelle cure prive di fondamento della suddetta guaritrice xD (tra parentesi: è così che è nata la mia passione per la fitoterapia e l’erboristeria *_*)

Il mio modestissimo consiglio finale è quindi questo: se siete alle prime armi e non avete ancora mai scritto niente di importante, iniziate a scrivere di cose che sono alla vostra portata, di ambienti, materie, situazioni che conoscete bene e che padroneggiate.

Con questo concludo il primo appuntamento di questa rubrica, sperando che vi sia piaciuta, ma soprattutto che vi sia utile!

A presto =)